Anestesisti, 'allarme ricoverati asintomatici, non possiamo operarli'

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Milano, 17 gen. (Adnkronos Salute) - "Centinaia di pazienti vengono rilevati come positivi e dovranno essere operati, trapiantati e assistiti nel postoperatorio intensivo. Occorre programmare oggi ciò che fra poche settimane - finita l'ultima ondata dell'emergenza pandemica - diventerà con ogni probabilità una nuova emergenza sanitaria". A sottolineare uno degli aspetti che più spaventa gli anestesisti rianimatori è Antonino Giarratano, presidente Siaarti (Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva).

Gli esperti accendono i riflettori su quello che reputano al momento "un fenomeno trascurato: la sanità per pazienti Covid asintomatici non critici". Oggi, riflette Angelo Gratarola, responsabile Siaarti anestesia e medicina perioperatoria, "viviamo una sorta di daltonismo delle fasce di rischio. Si rischia infatti l'arancione territoriale per pazienti ricoverati non a causa del Covid, ma per le sole positività incidentali scoperte al pronto soccorso. Questo rappresenta un problema concreto: il ministero dovrebbe - sentite le società scientifiche, in primis Siaarti - offrire indicazioni e linee operative per poter sottoporre ad intervento chirurgico pazienti semplicemente positivi al virus".

Ogni giorno, racconta Roberto Balagna, responsabile Siaarti medicina critica dell'emergenza, "siamo costretti a non operare pazienti che avrebbero necessità di interventi chirurgici di una certa importanza e necessità, ad esempio i pazienti oncologici. Mi riferisco ad una popolazione, sempre più numerosa, di pazienti vaccinati, spesso con tre dosi, asintomatici e che risultano positivi al tampone eseguito al momento del prericovero. Questa popolazione sta diventando sempre più numerosa sia nel contesto dell'emergenza urgenza che per quanto riguarda pazienti che necessitano di trapianti salvavita. La gestione clinico, logistico ed organizzativa dei percorsi sta diventando sempre più critica. Se non si troveranno presto soluzioni dinamiche, rivedendo le attuali procedure, presto l'intero sistema chirurgico sarà nel caos".