Anestesia in gravidanza e neurosviluppo del feto

  • Alessia De Chiara
  • Notizie dalla letteratura
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  • Nei bambini, l’esposizione in utero all’anestesia materna non si associa a problemi nel neurosviluppo.

Secondo uno studio pubblicato su Anaesthesia, non c’è associazione tra l’esposizione prenatale dei bambini a un’anestesia materna per interventi chirurgici di tipo non ostetrico e alterazioni clinicamente significative degli esiti del neurosviluppo.

In animali da laboratorio l’anestesia generale in gravidanza può causare danno neuronale e compromettere apprendimento e memoria, ma non è chiaro se ciò avvenga anche tra gli esseri umani. “Nonostante i limiti di questi studi sul modello animale, nel 2016 la Food and Drug Administration statunitense ha pubblicato un avvertimento secondo cui l’uso ripetuto o prolungato di anestesia generale nelle donne in gravidanza durante il terzo trimestre può causare alterazioni dello sviluppo neurologico nei bambini esposti ” scrivono i ricercatori, che ricordano come fino all’1% delle donne gravide necessita di anestesia per interventi chirurgici di tipo non ostetrico.

Lo studio, condotto in Belgio, ha coinvolto 129 bambini tra i 2 e i 18 anni nati da madri che avevano fatto un’anestesia (generale o regionale) durante la gravidanza per un intervento non ostetrico, mettendoli a confronto con 453 bambini non esposti all’anestesia durante il periodo prenatale. I genitori hanno compilato 4 questionari: uno sulle informazioni generali; uno sulla funzione esecutiva mediante il quale si è andati a valutare l’outcome primario; uno sui problemi psicosociali che, insieme all’ultimo questionario volto a capire se ai bambini di almeno 6 anni fosse stato diagnosticato un qualche disturbo (bipolare, dell’ansia, dello spettro autistico, etc…), è stato utilizzato per analizzare gli outcome secondari (problemi totali; problemi di interiorizzazione e di esternalizzazione).

I bambini erano stati esposti a un’anestesia una sola volta nel 90% dei casi (per 91 minuti in media e per diverse ragioni, soprattutto procedure chirurgiche a livello addominale). I ricercatori non hanno osservato differenze statisticamente significative in merito a tutti gli outcome analizzati.

Le analisi di sensibilità hanno confermato la solidità dei risultati, mentre quelle esploratorie hanno mostrato differenze in merito a problemi legati a memoria di lavoro, organizzazione/pianificazione e attenzione tra i bambini di oltre 6 anni e per quel che riguarda l’outcome primario nei bambini esposti all’anestesia per oltre un’ora o le cui madri erano state sottoposte a chirurgia intra addominale o laparoscopica, il che fa supporre che potrebbero esserci fattori diversi dall’anestesia rilevanti per il neurosviluppo.

Nel commentare i risultati, i ricercatori spiegano come l’entità degli effetti dell’anestesia fossero paragonabili a quella di altri elementi, tra cui il livello di istruzione dei genitori e l’età della madre, e non escludono che ci possano essere alterazioni nei pazienti vulnerabili e in domini specifici.  Sottolineano inoltre l’impossibilità di trarre le stesse conclusioni per esposizioni all’anestesia ripetute o più lunghe e che nessuna procedura eseguita nello studio poteva essere posticipata a dopo il parto. “I risultati del nostro studio non cambiano la raccomandazione secondo cui tutte le procedure urgenti ed essenziali debbano essere eseguite immediatamente durante la gravidanza” scrivono.