Anelli, 'Ordini medici siano lasciati fuori dalla bagarre elettorale'

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Roma, 31 ago. (Adnkronos Salute) - "Gli Ordini dei medici sono enti sussidiari dello Stato, che difendono interessi generali, quali la tutela della salute e il corretto esercizio della professione. Non accettiamo in nessuna maniera che, per finalità forse di propaganda elettorale, o per qualunque altro fine estraneo a questi obiettivi, si gettino ombre, sospetti, sull’operato delle nostre istituzioni. Gli Ordini siano lasciati fuori dalla bagarre elettorale". È la dura reazione del presidente della Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, Filippo Anelli, che replica così al discorso pronunciato in Consiglio regionale dal presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, sulla questione dell'assunzione temporanea di medici cubani.

Durante la seduta del Consiglio regionale, Occhiuto ha giustificato tale decisione, aprendo una polemica contro gli Ordini calabresi. "Non siamo, come Ordini, contrari a che vengano impiegati, in via temporanea, medici stranieri - precisa Anelli - siamo contrari a un doppio binario, se questo rischia di portare a un abbassamento della qualità dell’assistenza".

In ogni caso, sottolinea il presidente della Fnomceo, "i toni e i contenuti utilizzati dal presidente Occhiuto ci sembrano del tutto fuori luogo nei confronti di enti che hanno sempre fatto il loro dovere, al di sopra di ogni interesse di parte, come dimostrato nella gestione della pandemia. Ci aspettiamo pubbliche scuse. Ci aspettiamo che il presidente chieda scusa a chi, come noi, come gli Ordini, come la Fnomceo, combatte da tanti anni, in un silenzio assordante da parte della politica, contro le disuguaglianze e per la tutela della salute".

"La carenza di specialisti e di medici di medicina generale, da cui nascono tutte le storture del sistema, come medici a gettone, cooperative che si sostituiscono al Servizio sanitario nazionale, medici stranieri, e, più a monte, 'camici grigi', laureati, abilitati, costretti ad attendere per anni di poter accedere alle scuole di specializzazione - spiega Anelli - nasce da decenni di errata programmazione, da parte delle Regioni, che hanno preferito risparmiare lesinando le borse ai medici, rimandando sine die la risoluzione strutturale del problema. Non si cerchi ora, per rimescolare le carte e non assumersi le proprie responsabilità - rimarca - di trascinare gli Ordini in una bagarre elettorale alla quale sono, per loro natura, estranei".

"Troviamo invece, tutti insieme, soluzioni condivise per un’assistenza di qualità a tutela della salute. Cominciando dal rendere strutturale l’aumento delle borse voluto dal ministro della Salute Roberto Speranza, di concerto con i ministri Messa e Franco, con una norma di legge che preveda, per ogni laurea in Medicina, un posto nelle Scuole di specializzazione o al Corso per la medicina generale", conclude.