Anelli, 'no a burocratizzazione, sì a cure di qualità per tutti'


  • Adnkronos Salute
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Roma, 9 ott. (AdnKronos Salute) - "Abbiamo apprezzato le parole del ministro Roberto Speranza sulle disuguaglianze, e il suo impegno a rendere ancor più attuale quanto previsto dall’articolo 32 della Costituzione. La stella polare, dice Speranza, è il diritto alla salute che all’art. 32 è definito come 'fondamentale diritto dell'individuo', cioè di ogni persona che si trovi sul territorio italiano o sui ponti delle nostre navi italiane, considerati territorio italiano. Ad ognuno di essi sia assicurato il diritto senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, come recitano il nostro codice deontologico e l’art. 3 della Costituzione". Lo ha affermato il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli, intervenendo al 76° Congresso della Fimmg-Metis, in corso a Villasimius (Ca).

"Sono i medici che garantiscono quel diritto alla salute così come sancito dalla Costituzione - ha continuato Anelli- Sono i medici che oggi, grazie al loro ruolo, rendono applicabili i principi democratici dello Stato, della Repubblica che è fondata sul rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo". Un ruolo, quello del medico, "in un contesto di transizione, di cambiamento, di nuove sfide, di temi, come quelli del fine vita o dell’intelligenza artificiale", che "richiedono una riflessione come quella che si sta mettendo in atto con gli Stati Generali. Siamo una grande nazione con grande sistema sanitario nazionale fondato sulla qualità delle cure e sulle competenze dei professionisti acquisite dopo un lungo e faticoso percorso formativo, che per i medici va dai 9 agli 11 anni - ha proseguito - La qualità dell’assistenza è strettamente correlata con la formazione, per questo a ogni laureato in Medicina va assicurata per legge una borsa di specializzazione o di medicina generale. Svuotiamo l’imbuto formativo e ai ragazzi diamo una borsa di studio e non un precario posto di lavoro".

Per lo stesso motivo, dal presidente Fnomceo è arrivato un secco no a ogni forma di task shifting, il trasferimento di competenze da medici a infermieri, da infermieri a operatori socio sanitari. "Non credo ci sia bisogno in Italia di giustificare il task shifting - ha affermato - Nemmeno la carenza dei medici può giustificare nel nostro Paese questa pratica che riduce drasticamente la qualità dell’assistenza". Le professioni sanitarie "sono una grande risorsa e devono operare in sinergia, non in competizione - ha detto Anelli - Il miglioramento delle competenze si ottiene attraverso la formazione nei rispettivi campi. I medici facciano bene i medici. Gli infermieri facciano bene gli infermieri".

Infine, la rivendicazione dell’autonomia, libertà e indipendenza dei medici contro tutti quei provvedimenti, norme e regolamenti che le imbrigliano e condizionano. "Ancora oggi i medici di famiglia, ad esempio, non possono prescrivere i farmaci innovativi del diabete - ha evidenziato Anelli - obbligando migliaia di cittadini a recarsi dallo specialista per ottenere un foglio, il piano terapeutico per poter ottenere la prescrizione. L’appropriatezza non si misura dai fogli di carta - ha concluso - e tutti i medici italiani sono in grado di garantirla. I medici, con i loro valori, possono guidare la rivoluzione etico-morale di cui necessita la nostra società".