Anelli (Fnomceo), 'No vax? trascurabile tra medici, ma problema generale'


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Roma, 5 gen. (Adnkronos Salute) - “No vax? Tra i medici il fenomeno è trascurabile, a livello generale invece è un grande problema. Contiamo che nel giro dei prossimi due mesi tutti i medici siano vaccinati. Bisogna aumentare i punti di vaccinazione sul territorio, medici ed odontoiatri sono tutti disponibili. Il sistema territoriale in Lombardia non funziona, per le vaccinazioni bisogna coinvolgere i medici sul territorio. Dobbiamo riflettere sul fatto che una sanità articolata in 21 sistemi diversi è una sanità difficilmente gestibile. Specializzandi? Sicuramente i medici sono tutti uguali, se fanno delle prestazioni hanno diritto ad una retribuzione. Io sto con gli specializzandi”. Lo dice Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli Odontoiatri (Fnomceo), al programma "L'imprenditore e gli altri" condotto dal fondatore dell’Unicusano.

“Per quanto riguarda i medici il fenomeno è assolutamente trascurabile –ha affermato Anelli - I no vax invece sono un problema da sempre. Per noi i no vax rappresentano la negazione della medicina nel momento in cui il vaccino viene messo in discussione. Il vaccino è uno strumento potentissimo, che ha effetti collaterali trascurabili. Il problema riguarda anche la disinformazione circolata attraverso i social, faccio riferimento a quella fandonia sull’autismo collegata al vaccino e poi smentita da tutte le autorità scientifiche”.

Sulla vaccinazione degli odontoiatri: “Sicuramente i dentisti svolgono un’attività ad alto rischio. Nella prima fase di vaccinazione non sono stati compresi, abbiamo dovuto insistere col Ministero per allargare la vaccinazione anche a loro. Contiamo che nel giro dei prossimi due mesi tutti i medici siano vaccinati”.

Sui ritardi nelle vaccinazioni: “Dobbiamo dire che abbiamo nelle mani un vaccino poco maneggevole, che prevede una sua complessità nella gestione. Poi c’è il problema dell’eccessiva burocratizzazione del nostro Paese. La questione principale è aumentare i punti di vaccinazione sul territorio. Medici e odontoiatri sono tutti disponibili a vaccinare”.

Sulla Lombardia sostiene poi: “Il sistema territoriale in Lombardia non funziona. Per le vaccinazioni bisogna coinvolgere i medici sul territorio, bisogna avere un sistema dipartimentale di prevenzione che sia articolato sul territorio. Dobbiamo riflettere sul fatto che una sanità articolata in 21 sistemi diversi è una sanità difficilmente gestibile”.

Infine, sull’impiego degli specializzandi per i vaccini dice: “E’ in atto una riflessione con i colleghi specializzandi. Sicuramente i medici sono tutti uguali, se fanno delle prestazioni hanno diritto ad una retribuzione. Io sto con gli specializzandi”.