Anelli (Fnomceo), coinvolgere i medici nella governance


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Roma, 11 lug. (AdnKronos Salute) - "E' necessario coinvolgere sempre più nella governance del farmaco e della sanità in generale i pazienti, i cittadini, ma anche i medici e i professionisti. Sulla prescrizione non vogliamo più accettare diktat dall'alto. A noi medici interessa ragionare sugli esiti di salute, prima che sui costi. La sostenibilità verrà da sé, come conseguenza naturale: perché un Paese che produce salute, produce ricchezza". Lo afferma il presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri), Filippo Anelli, all'indomani corso di formazione per cittadini 'Partecipazione attiva dei pazienti ai processi che generano nuove terapie: sviluppo, valutazione e reale accesso alle cure necessarie', organizzato dalla Società italiana attività regolatorie (Siar), ieri a Roma.

"I giudici di noi medici siete voi pazienti. In questa giornata abbiamo ascoltato i vostri interventi, le vostre storie, le vostre testimonianze, che ci hanno fatto ricordare da dove partiamo. Personalmente, mi hanno fatto tornare bambino, quando, a 4 anni, volevo fare il 'dottore'. E volevo farlo, così come i miei colleghi, come gli infermieri, come i farmacisti, per un motivo solo: per essere vicino ai cittadini", ha detto Roberto Monaco, segretario della Fnomceo, a chiusura dei lavori del corso. Monaco ha ricordato la vicenda di Martina, morta a 19 anni per un tumore, e della sua famiglia. "A 53 anni capisci che per tutta la vita sono corso dietro alle cose che non contano niente - ha affermato il medico, citando il papà di Martina - Quando da cittadino, ma anche da medico, diventi paziente, cambia la visione della vita".

"Dietro drammi del genere - ha aggiunto - c'è il dramma di chi assiste, delle famiglie, degli amici. Noi medici ci portiamo a casa le mani che stringiamo, i pianti che ascoltiamo. Ma dobbiamo fare di più: dobbiamo tornare a vedere da cittadini, perché la società tutta, le politiche non solo sanitarie, siano permeate da una vera cultura della partecipazione".

La cultura della partecipazione è stata invocata anche dal coordinatore nazionale di Cittadinanzattiva, Tonino Aceti, che ha auspicato un'accelerazione del coinvolgimento dei cittadini nelle politiche farmaceutiche pubbliche, tanto da diventare un elemento essenziale della nuova governance farmaceutica.

"Diciamo sempre di creare ponti, non costruire muri - ha concluso Monaco - ma poi la realtà ci mette di fronte ai muri della burocrazia, degli adempimenti che tolgono spazio alla comunicazione, delle procedure di tipo aziendale che contingentano tempi e risorse. Come uscirne? Dobbiamo allargare l'alleanza terapeutica, trasformandola in alleanza strategica e sociale".