Anelli (Fnomceo), 'bene ampliamento prescrizione antidiabetici'

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Roma, 27 gen. (Adnkronos Salute)()() - "Soddisfazione" da parte della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo) per l’apertura a tutti i medici del Servizio sanitario nazionale della possibilità di prescrivere i 'nuovi' farmaci antidiabetici. Ad esprimerla, il presidente, Filippo Anelli, che così commenta l’introduzione, da parte dell’Aifa, della Nota 100 che regola la prescrivibilità, da parte dei medici di medicina generale e di tutti gli specialisti del Ssn, di tre classi di farmaci di grande rilievo per il trattamento del diabete e delle sue complicanze, anche in associazione con altri principi attivi: gli inibitori del Sglt2, gli agonisti recettoriali del Glp1 e gli inibitori del Dpp4.

“Consentire a tutti i medici del nostro Servizio sanitario la prescrizione di questi farmaci, che hanno ampiamente dimostrato la loro efficacia e sicurezza, e che, comparati ai medicinali più 'vecchi', hanno, per determinati pazienti, notevoli vantaggi terapeutici, significa fare un passo avanti nell’universalità e nell’uguaglianza dell’accesso alle cure", spiega Anelli. "Accogliamo dunque con estremo favore la decisione dell’Aifa, frutto di un lungo lavoro congiunto con le società scientifiche mediche e con la Fnomceo, che ha aperto con l’Agenzia del farmaco un tavolo dedicato. Possiamo dire che finalmente il cerchio si chiude, e a beneficiarne saranno i cittadini. In particolare, l’apertura alla prescrizione da parte del medico di medicina generale consentirà di trattare in maniera ottimale i pazienti più fragili", continua.

"Il medico di famiglia, infatti - prosegue il presidente Fnomceo - gestisce il paziente in prossimità, tenendo conto della pluripatologia che deve ricondurre a un progetto di cura individuale. Finalmente tutti i pazienti avranno pieno accesso alla terapia antidiabetica più adatta per loro, senza discriminazioni economiche o dovute alle difficoltà negli spostamenti. Con vantaggi anche per l’intera collettività, in termini di gestione della malattia e prevenzione delle complicanze, soprattutto cardiovascolari. Si tratta di una questione etica, oltre che scientifica e di appropriatezza prescrittiva – conclude -. Un tema di giustizia sociale, di valorizzazione della professionalità del medico in qualunque veste scelga di svolgere la sua professione e di potenziamento del ruolo della medicina generale e delle cure territoriali nella gestione integrata del diabete e delle patologie croniche”.