Ancora dubbi sui beta-bloccanti contro le esacerbazioni di BPCO


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) da moderata a grave e senza indicazione per beta-bloccanti, l’uso di metoprololo non ha portato a differenze nel tempo alla prima esacerbazione rispetto al placebo.
  • L’uso di metoprololo è risultato associato a un maggior rischio di esacerbazioni che necessitano di ricovero in ospedale.
  • Servono studi randomizzati per determinare il rapporto rischio-beneficio in questi pazienti.

Descrizione dello studio

  • Lo studio prospettico e randomizzato ha coinvolto 532 pazienti (età 40-85 anni) con BCPO, randomizzati a ricevere un beta-bloccante (metoprololo a rilascio prolungato) o placebo.
  • Oltre a una storia clinica di BPCO, i pazienti avevano limitazione moderata del flusso aereo e un aumentato rischio di esacerbazione.
  • Sono stati esclusi i pazienti con indicazione per l’uso di beta-bloccanti e quelli che già li assumevano.
  • L’endpoint primario era il tempo alla prima esacerbazione di BPCO nel corso del periodo di trattamento (336-350 giorni).
  • Fonte di finanziamento: Department of Defense (USA).

Risultati principali

  • Il valore medio del volume espiratorio forzato in 1 secondo (FEV1) è stato del 41,1% del valore predetto.
  • Lo studio è stato interrotto precocemente per futilità rispetto all’endpoint primario e per motivi di sicurezza.
  • Non sono emerse differenze tra i gruppi nel tempo alla prima esacerbazione (202 giorni nel gruppo metoprololo e 222 giorni nel gruppo placebo; hazard ratio per metoprololo vs. placebo 1,05; P=0,66).
  • L’uso di metoprololo è risultato associato a un maggior rischio di esacerbazioni con ricovero in ospedale (hazard ratio 1,91).
  • Gli effetti collaterali legati a metoprololo hanno mostrato frequenze simili nei due gruppi, così come gli eventi avversi gravi non respiratori in generale.
  • Nel periodo di trattamento, si sono registrati 11 decessi nel gruppo metoprololo e 5 nel gruppo placebo.

Limiti dello studio

  • Non è possibile stabilire se i risultati sono generalizzabili anche a pazienti con minor rischio di esacerbazione o ad altri beta-bloccanti.
  • Lo studio non aveva la potenza necessaria per identificare differenze nel rischio tra sottopopolazioni, né i fattori di rischio che predisponevano a eventi avversi nel corso del trattamento con metoprololo.
  • I risultati non sono generalizzabili a pazienti già in trattamento con metoprololo.

Perché è importante

  • La BPCO è la terza causa di morte nel mondo.
  • Molti pazienti vanno incontro a esacerbazioni nonostante la terapia di mantenimento e servono nuovi approcci terapeutici per evitare tali eventi.
  • Studi osservazionali hanno suggerito un potenziale ruolo per i beta-bloccanti nei pazienti con BPCO, ma i dati disponibili non sono conclusivi.