Anche l’obesità ha un ruolo nella ricerca dei linfonodi sentinella

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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di Cristina Ferrario (Agenzia Zoe)

In pazienti con tumore dell’endometrio, l’obesità ha un forte impatto negativo per la salute, anche quando si tratta di identificare i linfonodi sentinella, tanto importanti nella definizione delle corrette strategie terapeutiche. Lo spiega sulla rivista Gynecologic Oncology un gruppo di ricercatori italiani guidati da Virginia Vargiu, del Dipartimento di Ginecologia Oncologica dell’Ospedale Gemelli Molise, di Campobasso, Italia. “L’obesità è in continua crescita a livello globale ed è fortemente correlata con il tumore dell’endometrio” esordiscono i ricercatori, ricordando che un intervento su un paziente obeso pone numerose sfide di tipo chirurgico e anestesiologico, data anche la presenza frequente di numerose comorbilità. “Molti studi hanno riportato una tendenza a non eseguire una valutazione dei linfonodi nelle donne obese con tumore dell’endometrio, ma in questi soggetti, la tecnica minimamente invasiva del linfonodo sentinella acquista ancora maggiore importanza poiché riduce il tempo operatorio e le difficoltà chirurgiche” aggiungono.

Dal momento che esistono dati discordanti sulla correlazione tra indice di massa corporea (IMC) e identificazione dei linfonodi sentinella, Vargiu e colleghi hanno portato a termine uno studio multicentrico e retrospettivo in donne con tumore dell’endometrio in fase iniziale, suddividendo le 764 pazienti identificate in base all’IMC </≥ 30. “Per ridurre i bias abbiamo anche provveduto ad appaiare le pazienti in base all’istotipo (endometrioide vs non-endometrioide), età (</≥65 anni) e presenza di invasione dello spazio linfo-vascolare.

A tutti gli effetti, le analisi hanno mostrato che l’obesità ha un reale “peso” sull’identificazione dei linfonodi sentinella. In particolare, per ogni 5 unità di aumento dell’IMC è stato rilevato un incremento di 1,15 volte nel rischio di fallimento delle procedure di mappatura dei linfonodi sentinella. “Questo ha portato a una conseguente diminuzione della mappatura bilaterale e del tasso generale di identificazione di questi linfonodi (OR 0,865 con p=0,012 e OR 0,785 con p=0,003).

“A complicare ulteriormente la corretta stadiazione dei linfonodi e la gestione dei pazienti obesi interviene anche il fatto che la percentuale di ‘empty-packet dissection’ risulta statisticamente più elevata nella popolazione obesa (3,9% vs 8,2%; p=0,022). Questo potrebbe portare a una errata mappatura funzionale e, in seguito, a una sotto-stadiazione chirurgica” continuano gli autori, che definiscono la ‘empty-packet dissection’ come ‘assenza di linfonodi nella analisi patologica finale del campione inviato come linfonodo-sentinella’. “Il fattore di rischio finora più citato per questo evento è l’esperienza del chirurgo”.

Infine, i casi di sottostadiazione chirurgica sono risultati maggiori in percentuale nel gruppo delle pazienti obese rispetto a quello delle persone non obese (5,0% vs 9,4%; p=0,017).

“Data la sua importanza, la valutazione dei linfonodi sentinella nelle pazienti obese dovrebbe essere effettuata in centri ad alto volume operatorio” affermano Vargiu e colleghi che poi concludono: “Servono ulteriori studi prospettici per valutare il ruolo prognostico di linfadenectomia per uno specifico lato in caso di fallimento della mappatura e la possibilità di applicare punteggi pre-operatori specifici, soprattutto in questa particolare popolazione”.