Analoghi della somatostatina nel carcinoide gastrointestinale, un’alternativa all’antrectomia


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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La terapia con analoghi della somatostatina a lento rilascio (SSA) ha un ottimo tasso di risposta nei pazienti con tumori neuroendocrini gastrici di tipo 1 (gNET-1) che non possono essere gestiti mediante follow-up endoscopico o resezione perché hanno tumori multipli o recidivanti. In questi casi complessi, il trattamento con SSA, generalmente ben tollerato, può costituire un’alternativa all’approccio chirurgico. Ad affermarlo è una revisione sistematica della letteratura realizzata dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dall’ospedale San Gerardo di Monza e dal Policlinico di Milano. Resta aperto l’interrogativo su quale sia la durata del trattamento ottimale per ridurre il rischio di recidiva, un problema che arriva a interessare un terzo dei pazienti.

Mentre la gestione clinica dei pazienti con lesioni piccole o poco numerose in genere crea poche difficoltà, non esistono linee guida univoche per i casi in cui le lesioni sono ≥6 o di dimensioni >2 cm o la malattia è infiltrante o recidivante. Gli SSA lanreotide e octreotide, che inibiscono il rilascio di gastrina e la proliferazione delle cellule endocrine, rappresentano una possibile opzione terapeutica. La revisione sistematica della letteratura pubblicata sulla rivista United European Gastroenterology Journal contribuisce a chiarire l’utilità di questi farmaci nei casi complessi di gNET-1.

Sono stati analizzati 8 studi, per un totale di 117 pazienti. Il tasso di risposta completa era compreso tra il 25 e il 100%. La metanalisi dei sei studi prospettici indicava un tasso di risposta cumulativo pari all’84,5%. L’effetto collaterale più comune era il gonfiore intestinale, solo una piccola percentuale di pazienti aveva avuto eventi avversi significativi e, a parte un caso di colelitiasi, non si erano verificati eventi avversi gravi. “Nella malattia multipla e ricorrente, gli SSA possono rappresentare una valida opzione terapeutica alternativa all’antrectomia” scrivono gli autori, che considerano l’approccio chirurgico per la soppressione della gastrina, usato soprattutto in passato, un sovratrattamento per questo tipo di tumori.

Il tasso di recidiva cumulativo, calcolato sulla base di 3 studi, era del 30,2% dopo 34 mesi.  Considerata la natura relativamente indolente di questi tumori, la lunghezza del trattamento va bilanciata con i costi e i possibili effetti collaterali. “Una durata più lunga sembra associata a tassi di recidiva più bassi - scrivono gli autori, che però aggiungono - Servono altri studi prospettici per trarre delle conclusioni più robuste sulla durata del trattamento in grado di ridurre il tasso di recidiva”.