Anaao, medici e dirigenti verso sciopero nazionale entro novembre


  • Adnkronos Sanità
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Roma, 14 set. (AdnKronos Salute) - "Grande preoccupazione per lo stato del Servizio sanitario nazionale, precipitato in una crisi di risorse economiche e umane che ne mette a rischio il futuro a 40 anni dalla nascita". Ad esprimerla è la direzione nazionale dell'Anaao Assomed, riunita a Roma il 12 e 13 settembre, e che ha approvato la relazione del segretario nazionale, dando a lui e all'esecutivo nazionale il mandato di "valutare, insieme con le altre organizzazioni sindacali, in caso di persistente assenza di soluzioni positive, la dichiarazione dello stato di agitazione, insieme con ogni altra utile iniziativa". Fra queste, "una manifestazione nazionale che porti in piazza il disagio non più sopportabile delle nostre categorie, fino a 72 ore di sciopero nazionale entro il mese di novembre".

La direzione nazionale "stigmatizza la scomparsa del contratto di lavoro del personale, dopo 9 anni di blocco legislativo, dall'agenda e dal radar della politica, che priva medici e dirigenti sanitari dipendenti di un fondamentale strumento di cambiamento delle condizioni di lavoro, che restituisca dignità e sicurezza ai professionisti, oltre che di governo e di innovazione del sistema. Il silenzio e il disinteresse delle Regioni denuncia il tentativo di sottrarsi ai loro obblighi di datori di lavoro, insieme con la volontà di calcolare al ribasso gli oneri connessi all'inderogabile necessità di garantire alla dirigenza sanitaria lo stesso incremento contrattuale concesso agli altri settori del pubblico impiego e del mondo sanitario".

E ancora, "il livello delle condizioni di lavoro cui oggi sono costretti medici e dirigenti sanitari dipendenti - sottolinea la direzione nazionale Anaao - registra un inarrestabile peggioramento, che sta alimentando la fuga dagli ospedali, non più competitivi nei confronti della sanità privata e di quella convenzionata, ed inquinando la relazione di cura con il paziente, fino a determinare episodi crescenti di aggressività verbale e fisica, quali quelli che si registrano ogni giorno in tutte le aree del Paese".

"Migliaia di ore di lavoro non pagate né recuperate, turni senza fine, obblighi di riposo non rispettati, orario di lavoro abusato, ferie accumulate, rischio clinico in crescita esponenziale, burocrazia asfissiante - prosegue la direzione nazionale Anaao - sono fattori che alimentano la fuga dei medici dal sistema ospedaliero. Un fenomeno 'nuovo' che si somma alla gobba previdenziale che nei prossimi 5 anni vedrà in pensione 35.000 dirigenti medici e circa 7.000 dirigenti sanitari (psicologi, farmacisti, biologi). Un flusso che potrebbe crescere sensibilmente, senza alcuna certezza di rimpiazzo da parte di giovani".

Lo scenario è cupo: "I tempi di attesa sono destinati a crescere al ritmo di semestri e molte strutture sanitarie, ospedaliere e territoriali, chiuderanno per mancanza di personale specializzato". Per la sigla, "il crescente disagio professionale non può trovare soluzione in assenza di uno strumento contrattuale che consenta di recuperare ruolo e dignità del lavoro che svolgiamo a garanzia di un diritto costituzionale".

"Occorrono interventi urgenti per arrestare l'impoverimento e la dilagante demotivazione professionale e rendere le condizioni di lavoro compatibili con livelli retributivi inchiodati al 2010. E porre freno alla demolizione dei contratti precedenti e al saccheggio delle risorse accessorie, oggi inferiori a quelle pattuite nel 2010, con l'indennità di esclusività di rapporto congelata ai valori del 1999 e le risorse derivanti dalla Ria sottoposte a un tentativo di scippo definitivo dalla sciagurata pseudo riforma Madia del 2017", conclude il sindacato.