Anaao, Manovra positiva per Ssn ma avara con i medici


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Roma, 17 dic. (Adnkronos Salute) - La legge di Bilancio 2020, votata dal Senato come maxiemendamento di un solo articolo e 938 commi, "registra una inversione di tendenza sul finanziamento della sanità pubblica". Ma si conferma "avara" con i medici e i dirigenti sanitari dipendenti. L'Anaao Assomed commenta così la Manovra arrivata al primo giro di boa, preannunciando per le prossime settimane "un esteso contenzioso, legale e sindacale".

Per il principale sindacato della dirigenza Ssn, "l’incremento della dote delle Regioni di 5,8 miliardi a vario titolo definisce, insieme con la abolizione del superticket, un percorso non facile, ma almeno non incerto nella scelta di fondo: un sistema sanitario nazionale e pubblico, capace di governare il regionalismo imperante, anche nella variante differenziata".

"Positive alcune misure sul personale, quali i 235 milioni destinati ai medici di medicina generale per l’acquisto di apparecchiature utili per la diagnostica di primo livello, l’assunzione di 820 medici Inps, la revisione delle graduatorie concorsuali e dei termini per la stabilizzazione dei precari, e l’incremento del numero dei contratti di formazione specialistica, 1.217 di cui solo 217 strutturali, insufficiente, però, a far fronte al considerevole numero di partecipanti al concorso per l’accesso alla specializzazione che ci attende nel 2020/2021", sottolinea la sigla. Ma "le buone notizie non sono arrivate al personale sanitario dipendente".

"A fronte del grave impoverimento del capitale umano della sanità pubblica, che sta alimentando un esodo di massa dagli ospedali", l'Anaao contesta che la manovra non recepisce le sue richieste, "tese a ottenere la fine della sottrazione di risorse dai fondi contrattuali, con la quale le Regioni continuano a fare cassa con i soldi dei medici".

"Ignorata anche la richiesta - prosegue il sindacato - di equiparare il lavoro pubblico a quello privato, dal punto di vista del trattamento fiscale della produttività aggiuntiva, e quella di prevedere la de-fiscalizzazione delle attività dei medici ospedalieri finalizzate alla messa a disposizione dei cittadini di milioni di prestazioni sanitarie in più".

Per l'Anaao, dunque, "in un contesto di estrema criticità del Ssn e di necessità di risorse, l’unico messaggio rivolto ai medici ospedalieri è l’eduardiano 'scappatevenne', facilitando magari le vie di fuga da un sistema da cui è stata già espulsa ogni forma di gratificazione professionale ed economica. Di fronte a una discriminazione inaccettabile e alla scarsa attenzione verso coloro ai quali è affidata l’erogazione e la sicurezza delle cure, aspetti fondanti ogni società civile", l’Anaao darà vita nelle prossime settimane ad "un esteso contenzioso, legale e sindacale. Francamente non ne sentivamo il bisogno".