Anaao Lazio proclama stato agitazione contro blocco assunzioni

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Milano, 1 apr. (Adnkronos Salute) - L'Anaao Assomed del Lazio denuncia "la paralisi delle assunzioni del personale sanitario e lo stato di crisi permanente del Servizio sanitario regionale", proclama "lo stato di agitazione" e chiede alla Regione "una convocazione urgentissima con all'ordine del giorno la situazione delle dotazioni organiche del Servizio sanitario regionale e l'immediata revoca di ogni misura di blocco in materia di assunzioni".

In una lettera inviata all'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato, il sindacato dei medici ospedalieri punta il dito contro "la recente nota della Direzione regionale alle aziende sanitarie", che "ha determinato una gravissima situazione in termini di carenza del personale". Al riguardo, si legge nella missiva, "nel recente accordo sottoscritto con la Regione in materia di stabilizzazione dei precari Covid, era stata prevista l'attuazione delle norme relative della Legge finanziaria 2022 e ciò doveva prevedere procedure attuative da avviare con immediatezza. Tale procedura di stabilizzazione non doveva ostacolare la copertura del turnover ritardata nel periodo Covid per quasi tutte le specialità. In realtà, anche grazie all'improvvida nota sopra citata, e all'interpretazione letterale effettuata dai direttori generali, si assiste a una vera e propria paralisi della gestione del personale sanitario - rileva la sigla - con ricadute gravissime sulla funzionalità delle strutture e dei servizi del Ssr".

"Non solo non sono state avviate le procedure di stabilizzazione - incalza l'Anaao regionale - ma sono state bloccate tutte le procedure concorsuali già avviate e spesso concluse e persino l'assunzione dei vincitori, paralizzando così l'intero sistema". Pertanto, "alla luce di tale gravissima situazione che interviene su un sistema sanitario in fase estremamente critica, con gravi ricadute sulla garanzia dei servizi minimi ai cittadini della regione", il sindacato annuncia "la proclamazione dello stato di agitazione della categoria", segnalando "con forza tale situazione inaccettabile sia alle altre organizzazioni sindacali di categoria e confederali, sia ai mass media".