Anaao Giovani, rinnovati i vertici nazionali


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Roma, 11 lug. (AdnKronos Salute) - Rinnovo ai vertici di Anaao Giovani: Pierino Di Silverio è il nuovo responsabile nazionale, in carica fino al 2022. Di Silverio, 40 anni, medico di direzione sanitaria, prende il posto di Domenico Montemurro. Gli altri membri del direttivo sono Alessandro Conte (Friuli Venezia Giulia, responsabile nazionale vicario), Francesco Feletti (Emilia Romagna), Gemma Filice (Calabria), Anna Maria Fodale (Sicilia), Fabrizio Mezzasalma (Toscana), Fabio Ragazzo (Veneto). Oltre al direttivo nazionale del settore sono stati eletti i nuovi coordinatori per le regioni del Nord, Centro e Sud, rispettivamente Federico Masserano Zoli (Lombardia), Vinicio Rizza (Abruzzo) e Silvia Porreca (Puglia).

Come primo atto del suo insediamento Di Silverio ha trasmesso una lettera ai ministri della Salute e dell’Università per contestare la scelta del Miur di incrementare il numero di immatricolazioni ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, senza procedere, come da sempre chiesto dall’Anaao, a un incremento parallelo dei posti nelle Scuole di specializzazione medica e di formazione specifica in Medicina generale. "Quello della formazione post laurea è un tema importante dell’azione sindacale dell’Associazione - ribadisce Di Silverio - e continueremo a batterci finché la politica non abbandonerà quell’atteggiamento miope, comune purtroppo a tutti i governi, che sta portando al tracollo del nostro sistema, l’assenza di una programmazione dei fabbisogni formativi coerente con le necessità del Ssn".

"L’imbuto formativo - spiega il sindacato in una nota - diventerà ancora più stretto nei prossimi anni accademici, dal momento che negli anni 2013/2014 e 2014/2015 sono stati iscritti quasi 30.000 aspiranti medici, grazie al sovrannumero legittimato dai ricorsi al Tar. A invarianza del numero di contratti di formazione specialistica, il numero di medici esclusi dal percorso formativo post-lauream raggiungerà nell’anno 2020-2021 la preoccupante cifra di oltre 20.000 unità. Una condanna alla sotto occupazione o alla emigrazione, con una perdita netta non solo economica, ma - conclude Anaao - soprattutto di conoscenze e capacità tecniche fondamentali e preziose per il futuro del nostro sistema sanitario".