Anaao, 'crisi di governo rischia di assestare colpo di grazia a Ssn'

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Roma, 19 lug. (Adnkronos Salute) - "La crisi di governo rischia di assestare il colpo finale, il colpo di grazia al servizio sanitario pubblico e nazionale, un malato la cui prognosi rimane riservata e destinato, in assenza di interventi efficaci, a mere cure palliative". Lo denuncia l’Anaao Assomed, principale sindacato della dirigenza medica, evidenziando che "un esercizio provvisorio renderebbe ancor più sterile la legge di bilancio 2023, dalla quale medici e dirigenti sanitari attendono riconoscimenti tangibili al valore del loro lavoro e del loro ruolo, nonché risorse economiche dedicate, contrattuali ed extracontrattuali".

"Il personale che ha salvato il paese da una Caporetto sanitaria, e che continua, anche in questa torrida estate, a presidiare da solo, in condizioni di lavoro impossibili, trincee che non possono essere abbandonate, non può essere liquidato con riconoscimenti verbali o foto ricordo o inviti a parate festive", rimarca l'Anaao. E fa "appello alla sensibilità istituzionale e al senso di responsabilità delle forze politiche affinché si rendano consapevoli del delicato momento che vive il sistema sanitario italiano, evitando di assestargli il colpo mortale con una crisi al buio che ridurrebbe il raggio d’azione governativo".

Per il sindacato, "servono interventi legislativi che riconoscano incrementi economici, diretti e indiretti, al capitale umano che rappresenta la spina dorsale dei sistemi complessi. Indispensabili assunzioni, bloccate da un tetto anacronistico, salvaguardia delle retribuzioni, falcidiate dall’inflazione prima ancora dell’avvio del tavolo contrattuale, condannato a partire in salita, modifiche delle condizioni di lavoro insostenibili, soprattutto riacquisizione del tempo e di quel fattore umano ormai perso nei meandri dei conteggi economici. La salute è il bene pubblico per eccellenza, anche nella considerazione dei cittadini, e va salvaguardato e valorizzato, insieme con il personale che ne assicura la fruizione, costi quel che costi".