Anaao, bene risorse in dl Rilancio ma servono più specialisti


  • Adnkronos Sanità
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Roma, 15 mag. (Adnkronos Salute) - "Una salutare ulteriore iniezione di risorse a favore del Servizio sanitario e della dirigenza medica, sanitaria, veterinaria e delle professioni sanitarie con l’incremento annuale delle risorse correnti per aumentare le assunzioni stabili sia in ambito ospedaliero che territoriale e quote una tantum per il 2020 destinate ai fondi contrattuali per premiare il disagio lavorativo derivante dal contrasto all’epidemia di Sars-CoV-2". Per il segretario nazionale Anaao Assomed, Carlo Palermo, sono queste le voci positive del dl Rilancio insieme al "prolungamento dei termini temporali per la stabilizzazioni del precariato e un iniziale incremento dei contratti di formazione specialistica post lauream".

Ma, ricorda, occorre lavorare per superare alcuni punti critici. In particolare servono più medici - almeno 3mila, oltre la carenza già nota, calcola l'Anaao - per far fronte all'aumento delle terapie intensive. E più contratti di specializzazione contro l'imbuto formativo: per il 2021 i contratti di specializzazione, secondo il sindacato, devono essere portati ad almeno 17.000. "Oggi accogliamo con moderata soddisfazione - prosegue Palermo - un provvedimento che pone un altro tassello sulla strada del rilancio e della valorizzazione della più grande infrastruttura civile e sociale del Paese, come promesso dal presidente Conte nell’Agenda 2020. Ulteriori passi in avanti potranno essere programmati e realizzati con le risorse derivanti da finanziamenti europei, come quelle derivanti dal Mes, auspicando che il Governo vi aderisca".

È necessario, aggiunge Palermo, "aprire un ampio confronto con il Governo, il ministero della Salute e con le Regioni per realizzare concretamente, nel rispetto della reale rappresentanza, un impegno congiunto della politica e delle Professioni nella tutela del sistema delle cure, a garanzia di un diritto costituzionale, insieme con la valorizzazione e l’attenzione per chi quelle cure è chiamato ad erogare, per restituire alla sanità pubblica il ruolo di primo presidio nella risposta ai bisogni dei cittadini, come gli eventi epidemici hanno evidenziato in modo eclatante".

"Avremo tempo per valutare a fondo la portata delle articolate misure introdotte dal Dl Rilancio. Ora è fondamentale vigilare per la sua conversione in legge – prosegue Palermo - e lavorare per superare le criticità ancora persistenti avanzando alcune opportune e giuste proposte emendative: l’incremento di 3500 posti letto in terapia intensiva e la riconversione e riqualificazione tecnologica di 4225 posti dell’area medica in letti di terapia sub-intensiva, richiedono un incremento consistente delle dotazioni organiche valutabile intorno a 3000 nuove assunzioni di medici ed una spesa corrente intorno a 350 milioni, che non appare totalmente coperta. Senza dimenticare che già oggi mancano tra medici e dirigenti sanitari circa 9000 rispetto alle dotazioni organiche del 2009, che corrispondono ad una spesa corrente annuale di circa 1 miliardi".

"Le quote destinate alla premialità Covid-19, purtroppo, - dice Palermo - sono indicate in modo indistinto tra dirigenza dell’area sanità e comparto. Questa scelta sta determinando nelle singole Regioni conflitti e difficoltà legate alla curiosa alleanza tra Confederazioni sindacali e alcune Regioni del Nord per puntare ad una suddivisione pro capite. Si dimentica che il personale della dirigenza ha ritenute Irpef ben più alte di quelle degli operatori del comparto e che i valori economici delle indennità di disagio, definite contrattualmente, sono il doppio. Se non vogliamo una assegnazione in valori netti pro capite inferiore per la dirigenza, è indispensabile trovare correttivi come la completa defiscalizzazione del bonus".

L’aumento dei contratti di formazione specialistica, "essendo limitato ad un solo ciclo, non risolve il problema dell’imbuto formativo. In base ai dati noti, si può prevedere che circa 6000 medici neo laureati rimarranno esclusi da ogni percorso di formazione post laurea, considerando anche il corso per medici di medicina generale. L’offerta di contratti di formazione specialistica per il 2021 deve essere portata ad almeno 17.000 se vogliamo mettere fine a questa stortura che crea tante sofferenze dando una risposta anche alle esigenze di professionisti specializzati del Ssn. Tutti dovrebbero ricordare che tra il 2020 e il 2025 usciranno dal sistema circa 36.000 medici".