Ambulatori privati Lombardia, '+30-50% liste attesa, quadro drammatico'

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Milano, 14 mar. (Adnkronos Salute) - E' "drammatica la situazione delle liste d'attesa in Lombardia", con "incrementi del 30-50%. Le strutture ambulatoriali private non sono più in grado di garantire prestazioni adeguate ai pazienti", è l'allarme lanciato da Pietro Potestio, vicepresidente e portavoce dell'Anisap lombarda (Associazione regionale delle istituzioni sanitarie ambulatoriali private e accreditate con il Servizio sanitario nazionale), che chiede "un finanziamento straordinario del Governo".

"Dopo 2 anni di assedio dovuto alla pandemia da Covid-19, che ha messo a dura prova il Ssn, specialmente nella nostra regione - spiega in una nota - ci troviamo a dover affrontare un problema che era già noto, ma che ora è notevolmente amplificato: le liste di attesa. Se prima del Covid questo problema era già esistente, ma in qualche maniera tenuto sotto controllo dalle strutture ambulatoriali private accreditate, ora anche queste non riescono più a dare risposte ai pazienti nei termini stabiliti dalle priorità indicate sulle ricette mediche". In base a quanto rileva Anisap, "le liste hanno subito incrementi che" in Lombardia "vanno dal 30 al 50%" e "che si sommano ai tempi di attesa del 2021, già in sofferenza".

Potestio chiama in causa due fattori. "Il problema esisteva già prima del Covid - ricorda - ed era determinato da un aspetto legato alle risorse disponibili nel sistema. I finanziamenti per il settore privato accreditato che arrivano alle Regioni sono bloccati da un tetto non incrementabile legato al Dl 95 del 2012. I budget assegnati alle singole strutture sono fermi al 2011, per effetto di questo decreto, con una popolazione che fortunatamente vive più a lungo che in altri Paesi europei, ma conseguentemente ha sempre maggiore necessità di cure. Risultato: maggiore domanda, scarsità di offerta dovuto alle risorse, allungamento costante e progressivo dei tempi di attesa". Poi c'è "il secondo fattore imputabile a questi 2 tragici anni, che hanno visto il sistema sanitario totalmente concentrato nel tentativo di curare e salvare i cittadini dalla pandemia con l'interruzione obbligata da parte del pubblico dell'attività ambulatoriale da un lato, e dall'altro l'impossibilita di sottoporsi agli esami necessari per paura di contagiarsi da parte dei pazienti. In questa situazione il settore ambulatoriale privato ha fornito sempre il proprio servizio, cercando di far fronte a tutta la domanda inevasa dal pubblico".

"Il sommarsi di questi due fattori - sostiene il vice presidente di Anisap Lombardia - ha portato alla situazione attuale che è molto grave e non sopportabile per una regione come la nostra che vede il cittadino, sempre più spesso, dover ricorrere al pagamento delle prestazioni sanitarie che dovrebbero essergli garantite".

"E' pur vero che Regione Lombardia ha stanziato qualche giorno fa 40 milioni di euro destinati al settore privato accreditato per cercare di abbassare le liste di attesa dei ricoveri e delle prestazioni ambulatoriali - rammenta - ma questo stanziamento, se rapportato al totale della produzione sanitaria privata accreditata, si traduce in un aumento del 1,3% che equivale a cercare di spegnere un incendio con un bicchiere 'acqua".

Ecco perché Potestio vede "solo una soluzione che avrebbe un effetto positivo in breve tempo: un finanziamento straordinario ed eccezionale da parte del Governo, anche perché si tratta di far fronte a un'emergenza, sufficientemente capiente da poter dare un immediato stop al crescere delle liste di attesa. Il nostro comparto, di fronte a un'iniziativa del genere, consapevole del ruolo di partner proattivo del sistema sanitario regionale che ci ha sempre contraddistinto, è disponibile a farsene carico, sfruttando capacità di adattarsi alle situazioni molto velocemente e flessibilità delle proprie strutture".