Alte dosi di vitamina D non migliorano densità e resistenza ossea


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Una coorte di adulti sani trattati con vitamina D alla dose di 4.000 IU o 10.000 IU al giorno per 3 anni ha riportato una diminuzione statisticamente significativa della densità minerale ossea (bone mineral density, BMD) a livello del radio.
  • Nei soggetti che hanno ricevuto la dose di 10.000 IU è stata registrata anche una diminuzione significativa della BMD a livello della tibia.
  • Il trattamento non ha modificato la resistenza ossea a livello di radio e tibia.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio randomizzato in doppio-cieco ha arruolato 311 adulti (età 55-70 anni) sani, senza osteoporosi, con livelli basali di 25-idrossivitamina D (25[OH]D) compresi tra 30 e 125 nmoli/L.
  • I partecipanti hanno ricevuto una supplementazione di vitamina D3: 400 IU (n=109), 4.000 IU (n=109) o 10.000 IU (n=102) per 3 anni.
  • I partecipanti che con la dieta assumevano meno di 1.200 mg di calcio al giorno hanno ricevuto anche un integratore di calcio.
  • Gli esiti primari erano la densità minerale ossea volumetrica a livello del radio e della tibia (vBMD; misurata mediante tomografia computerizzata ad alta risoluzione) e la resistenza ossea a livello di radio e tibia (stimata mediante analisi agli elementi finiti).
  • Fonte di finanziamento: Pure North S’Energy Foundation.

 

Risultati principali

  • I livelli di 25(OH)D alla baseline, a 3 mesi e a 3 anni erano, rispettivamente: 76,3, 76,7 e 77,4 nmol/L per il gruppo 400-IU; 81,3, 115,3 e 132,2 nmol/L per il gruppo 4.000-IU; 78,4, 188,0 e 144,4 per il gruppo 10.000-IU
  • Alla fine dello studio, rispetto al gruppo 400-IU, la vBMD a livello del radio era più bassa sia per il gruppo 4.000-IU (−3.9mg HA/cm3; 95%CI da −6,5 a −1,3) che per il gruppo 10.000-IU (−7,5 mg HA/cm3; 95%CI da −10,1 a −5,0).
  • La vBMD a livello della tibia era più bassa sia per il gruppo 4.000-IU (−1,8 mg HA/cm3; 95%CI da −3,7 a 0,1; variazione non statisticamente significativa) che per il gruppo 10.000-IU (−4,1 mg HA/cm3; 95%CI da −6,0 a −2,2).
  • Le differenze percentuali medie nella vBMD erano -1,2% (400-IU), -2,4% (4.000-IU) e -3,5% (10.000-IU) a livello del radio e -0,4% (400-IU), -1,0% (4.000-IU) e -1,7% (10.000-IU) a livello della tibia.
  • Non c’erano differenze significative nella resistenza ossea (P=0,06 per il radio e P=0,12 per la tibia).

 

Perché è importante

  • Ci sono pochi studi sull’assunzione regolare di alte dosi di vitamina D per lunghi periodi, eppure il 3% degli americani adulti riferisce di assumere almeno 4.000 IU al giorno.
  • I risultati dello studio mostrano che la supplementazione con vitamina D ad alta dose non ha un effetto benefico sulla salute ossea di adulti sani.
  • Lo studio non permette di concludere che la supplementazione abbia effetti nocivi, tuttavia i risultati suggeriscono che andrebbero svolti ulteriori studi a riguardo.