Allarme nefrologi, diminuiscono centri dialisi vacanza, pazienti a rischio

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Roma, 21 giu. (Adnkronos Salute) - Garantire la continuità delle terapie salvavita ai pazienti dializzati è un diritto fondamentale. Ma quest’anno rischia di essere negato. E' l’allarme della Società italiana di nefrologia (Sin) che punta i riflettori sulla drammatica mancanza di posti dialisi vacanza per i pazienti che si spostano sul territorio per i soggiorni estivi. "Una situazione che si ripete ciclicamente, ma che quest’anno assume delle dimensioni preoccupanti: due anni di Covid-19 hanno ridotto il Servizio sanitario nazionale allo stremo, sottodimensionato nel personale infermieristico e medico, e hanno colpito con particolare ferocia i pazienti dializzati che costretti a trascorrere ore e ore in ospedale anche nei mesi del picco pandemico, hanno pagato un pegno più alto al virus, con una mortalità dieci volte superiore a quella della popolazione generale", spiega una nota Sin.

"Quest’anno - spiega Piergiorgio Messa, presidente Sin - il Paese non è in grado di garantire ai non residenti l’erogazione dei trattamenti dialitici nella maggior parte delle Regioni, persino in quelle storicamente attive in questo senso. La mancanza di personale specializzato, cui si è aggiunta l’emergenza posti letto che abbiamo dovuto fronteggiare per prestare assistenza ai rifugiati provenienti dalle zone di guerra, ha portato a un’esacerbazione delle strutture nefrologiche". Restano interamente o parzialmente scoperte Regioni come la Liguria, la Sardegna e la Campania, alcune tra le località più battute dal turismo balneare. Una situazione che si tradurrà in un mancato servizio anche a tutte le persone che si muovono per motivi lavorativi o famigliari. In assenza di un intervento tempestivo, le attività nefrologiche rischiano il collasso. Tra le Regioni virtuose l’Emilia Romagna, il Lazio, le Marche.

"Siamo passati da una copertura praticamente del 100% delle richieste, anche se non mancavano ritardi e difficoltà, in epoca pre-Covid - interviene Giuseppe Vanacore, presidente dell'associazione nazionale emodializzati, dialisi e trapianto - ad avere centri dialisi vacanza insufficienti a coprire oltre metà della popolazione dei dializzati. Vi sono località oramai impossibili da raggiungere come la Sardegna, in altre realtà in passato virtuose, assistiamo alla drastica cancellazione di buona parte delle disponibilità come in Friuli Venezia Giulia. Occorrerebbe almeno il triplo dei posti letti attualmente previsti per questo tipo di programma, per soddisfare realmente le necessità di spostamento. Ecco perché in questa fase è benvenuto ogni sforzo dell’insieme degli attori altrimenti la dialisi rischierebbe di tradursi in una detenzione domiciliare".

Le criticità per i pazienti nefropatici non sono limitate alla mancata possibilità di dialisi. Oltre ai molti programmi di dialisi estiva sospesi, la diffusa carenza di organico di infermieri e specialisti nefrologi incide negativamente sulla capacità di mantenere in funzione anche i Centri di assistenza limitata deputati all'erogazione delle prestazioni di dialisi. La chiusura dei Cal, che dovrebbero fungere da presidi di prossimità per i pazienti, costringe i dializzati a spostarsi anche decine di chilometri per poter vedere soddisfatto il loro bisogno di salute.