All'Irccs Crob Consulenza genetica oncologica


  • Adnkronos Salute
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Potenza, 21 feb. (AdnKronos Salute) - E' partita all'Irccs Crob di Rionero in Vulture l'attività di consulenza genetica oncologica, nell'ambito di una convenzione tra l'Istituto lucano e il Policlinico Gemelli di Roma. Il genetista Maurizio Genuardi - informano dalla struttura potentina - sarà presente al Crob ogni 20 giorni per la consulenza genetica oncologica alle pazienti affette da tumori ereditari del seno. "Auspicata come completamento di un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale delle neoplasie - afferma il direttore generale dell'Irccs Crob, Giovanni Battista Bochicchio - la consulenza genetica oncologica è oggi una realtà offerta alle pazienti per cui si sospetta un rischio di tumore al seno dovuto a una predisposizione di tipo ereditario".

Le donne candidate a sottoporsi al test genetico per identificare la mutazione dei geni Brca1 e Brca2 - responsabili del 75% delle neoplasie mammarie ereditarie, ma che predispongono anche al rischio di tumori dell'ovaio - sono di volta in volta individuate dai Gruppi oncologici multidisciplinari (Gom) del Crob. Il loro ruolo in questo ambito, spiega l'oncologa Alba Capobianco, responsabile dei Gom, è di "identificare, durante la discussione dei singoli casi, le pazienti affette da neoplasie mammarie che necessitano di consulenza genetica oncologica secondo criteri definiti dal genetista". Prima dell'incontro con il genetista, le pazienti candidate alla consulenza accedono all'ambulatorio dei Gom per tutte le spiegazioni circa le motivazioni e il beneficio che si può ricavare dal percorso che si sta per intraprendere. La consulenza genetica, inoltre, è affiancata da quella psicologica.

"Effettuare un'analisi genetica comporta, sia nel paziente che nel suo nucleo familiare, ripercussioni psicologiche importanti - sottolinea Alessandro Lettini psico-oncologo dell'Irccs Crob - ripercussioni che possono tradursi in modo differente in base ai risultati clinici emersi, al tipo di esperienze con la malattia oncologica e alla personalità di chi si sottopone a tale indagine". In questo contesto si inserisce la figura dello psico-oncologo che accompagna le pazienti durante tutto il percorso, a partire dal colloquio per la valutazione dell'ereditarietà. L'analisi mutazionale si esegue attraverso un prelievo ematico che esamina il Dna dei linfociti prelevati dal sangue periferico. L'esito si ha nell'arco di 4-6 settimane. Se il test genetico risulta positivo, vengono sottoposti all'indagine anche i familiari per poter instaurare adeguate misure preventive.