Albiglutide riduce il rischio cardiovascolare nel diabete di tipo 2


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In pazienti con diabete di tipo 2 e patologie cardiovascolari, l’aggiunta di albiglutide alla terapia standard riduce il rischio eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE), mantenendo un profilo accettabile in termini di tollerabilità e sicurezza.
  • I dati suggeriscono che alcuni agonisti del recettore del GLP-1 potrebbero entrare a far parte della strategia di prevenzione e gestione degli eventi cardiovascolari in pazienti con diabete di tipo 2.

Descrizione dello studio

  • Lo studio in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo è stato condotto in 610 centri in 28 paesi.
  • Pazienti di età uguale o superiore a 40 anni con diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare sono stati assegnati in maniera casuale e in rapporto 1:1 a ricevere iniezione sottocutanea di albiglutide (30–50 mg, in base a risposta glicemica e tollerabilità; n=4.731) o a placebo (n=4.732) una volta a settimana, in aggiunta alla loro terapia standard.
  • L’ipotesi di studio era la non inferiorità di albiglutide rispetto a placebo per l’esito primario, ovvero la prima manifestazione di decesso cardiovascolare, infarto del miocardio o ictus, valutata nella popolazione per intention-to-treat.
  • Fonte di finanziamento: GlaxoSmithKline.

Risultati principali

  • I 9.463 pazienti della popolazione per intention-to-treat sono stati seguiti per un follow-up mediano di 1,6 anni e valutati per l’esito primario.
  • L’esito primario composito si è presentato in 338 (7%) dei pazienti del gruppo albiglutide, con un tasso di incidenza di 4,6 eventi per 100 anni-persona e in 428 (9%) pazienti del gruppo placebo, con un tasso di incidenza di 5,9 eventi per 100 anni-persona (HR: 0,78).
  • I dati indicano che albiglutide è superiore a placebo (p
  • Non sono emerse differenze tra i due gruppi nell’incidenza di pancreatite acuta, tumori del pancreas, carcinoma midollare della tiroide ed altri eventi avversi gravi.
  • I ricercatori hanno identificato tre (

Limiti dello studio

  • Il follow-up è stato di breve durata.
  • Mancano dati sui livelli di lipidi, escrezione urinaria di albumina.
  • Non sono state raccolte informazioni dettagliate su eventi microvascolari.

Perché è importante

  • Il rischio di eventi cardiovascolari fatali e non fatali è più alto nei pazienti con diabete di tipo 2 che nella popolazione generale.
  • I farmaci della classe degli agonisti del recettore del GLP-1 sembrano efficaci nel ridurre gli eventi cardiovascolari in questa popolazione di pazienti, ma i risultati dei diversi studi disponibili sono discordanti.