Aiop, 'per ricostruire Ssn superare logiche tetti spesa e investire'

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Roma, 27 mag. (Adnkronos Salute) - Un 'tetto di cristallo' non consente di utilizzare la piena potenzialità della componente di diritto privato del Ssn per garantire una risposta puntuale, efficace ed efficiente alla domanda di salute della popolazione: una condizione che deve essere superata per il bene del Paese, che continua a registrare liste d’attesa lunghissime, mobilità sanitaria non fisiologica, spesa out of pocket in aumento e rinuncia alle cure, come effetti di un sistema bloccato nella sua offerta". È il messaggio che l’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop), ha lanciato nell’ambito della giornata di apertura della sua 59a Assemblea Generale, con un incontro che ha messo in evidenza i problemi generati dal permanere di vincoli alla spesa sanitaria.

Con 'glass ceiling' (tetto di cristallo') si è soliti indicare una situazione nella quale l'avanzamento di carriera o il raggiungimento della parità di diritti vengono impediti a causa di discriminazioni e barriere. Ed è appunto questa la metafora scelta da Aiop per lanciare il tema del convegno nazionale “Oltre il tetto di cristallo: superare la spending review per (ri)costruire il Ssn”, che si è svolto a Palazzo Re Enzo, a Bologna.

“Il nostro tetto di cristallo - ha spiegato, in apertura dei lavori, Barbara Cittadini, presidente nazionale Aiop - è, a tutti gli effetti, una discriminazione ed è quello fissato dalla cosiddetta spending review che, oltre a penalizzare il ruolo e il valore delle strutture sanitarie di diritto privato, ha depotenziato la programmazione delle Regioni e impoverito l’offerta sanitaria del Ssn. Quanto è accaduto ha generato un danno non solo al nostro comparto, alle nostre imprese, ma a tutto il Paese, non consentendoci di erogare le prestazioni a discapito della salute della popolazione. Il tetto di cristallo normativo, del quale parliamo, non solo è discriminante ma costituisce un’aberrazione legislativa e un danno per il Paese”, rincara Cittadini.

Come ricorda la presidente dell’Aiop, peraltro, il superamento della norma che limita, a tempo indeterminato, l’acquisto di prestazioni sanitarie di assistenza ambulatoriale ed ospedaliera da soggetti di diritto privato al valore della spesa consuntivata nell’anno 2011, è un’esigenza già nota al legislatore che, nel corso della pandemia e, anche, successivamente, ha più volte avvertito la necessità di derogarvi normativamente, dimostrandone così i limiti intrinseci. La posizione dell’Associazione è chiara: avere, oggi, dei tetti di spesa nati per ragioni emergenziali e divenuti poi strutturali vuol dire essere soggetti a una disposizione anacronistica, illogica, che solleva dubbi di legittimità costituzionale e dannosa per la tutela del diritto alla salute.

"Quanto deciso dal legislatore nel 2012 – precisa Cittadini - ha determinato un’azione di contenimento e di riduzione della spesa sanitaria, sacrificando sull’altare del concetto di 'spesa aggredibile' la natura universalistica e solidale del Servizio sanitario nazionale. Il permanere, oggi, di quelle scelte non ha alcuna plausibile ragione d’essere. Si tratta di una constatazione resa ancora più valida dall’esperienza della pandemia che ci ha insegnato che la salute è un investimento alla base di ogni tipo di benessere e di progresso, umano, sociale ed economico”.

L’analisi della norma di spending review, in punto di diritto, è stata affidata ad Alfonso Celotto, Ordinario di Diritto costituzionale all'università degli Studi 'Roma Tre', per il quale “c’è un problema di finanziamento oggi della sanità, soprattutto di quella privata, considerato che siamo ancora bloccati al budget del 2011 e quello del 2012, con il famoso taglio. Anche il decreto legge del 2019, che lo ha in parte superato, ha riportato al budget al 2011. Ormai c’è un tetto anacronistico rispetto al finanziamento della sanità privata - afferma - soprattutto dopo i 2 anni di Covid, quindi con tutte le esigenze di un finanziamento maggiore per garantire prestazioni migliori e far trovare un sistema sanitario più pronto, occorre intervenire su questo, anche in vista dei miglioramenti di qualità del Pnrr. La sanità privata ha mostrato di essere indispensabile al Ssn, che oggi è pubblico e privato, quindi si viaggia insieme sui due binari, anche per favorire liste d’attesa e prestazioni che altrimenti non è possibile garantire”.

Il superamento dei vincoli dettati dalla spending review - sostiene Aiop - agirebbe positivamente sul fenomeno delle liste d’attesa, sulla mobilità sanitaria 'obbligata' e sulla rinuncia alle cure, ovvero su alcune delle 'patologie' dalle quali è affetto il Ssn, fenomeni che potrebbero essere quantomeno leniti - con l’ambizioso obiettivo di essere risolti nel medio-lungo periodo - ricorrendo e valorizzando il ruolo della componente di diritto privato, che non rappresenta una monade ma è, a tutti gli effetti l’altra anima del sistema sanitario italiano.

La complessità del discorso si intreccia, poi, con l’ulteriore considerazione sulla spesa pubblica in sanità, che, nonostante gli incrementi dovuti nel 2020 alle iniezioni di risorse legate all’emergenza, raggiungerà nel 2025 un rapporto sul Pil del 6,2%, valore inferiore a quello del 2019: è il Def 2022 a far emergere una preoccupazione di tale rilievo, poiché un livello così basso in termini di spesa sanitaria/Pil non si registrava da più di trent’anni. Sono queste le riflessioni necessarie e sempre più urgenti - secondo Aiop - per (ri)costruire il Ssn, attraverso una sinergia tra pubblico e privato, che ha trovato conferma nella complessa, eppure riuscita, gestione ospedaliera della pandemia. Un tema che è stato affrontato nel corso della tavola rotonda.