Aiop Lazio, 'sanità privata esclusa da riforme'

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Roma, 12 mag. (Adnkronos Salute)() - La collaborazione pubblico-privato, tanto fondamentale per gestire le fasi più critiche dell'emergenza Covid, è tra le grandi assenti nel piano di interventi del Pnrr relativo alle reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale. Assenza, questa, che unita ad altre criticità potrebbe rendere le riforme irrealizzabili o insostenibili sul lungo periodo. E' quanto emerso da una ricerca dell'Associazione italiana ospedalità privata (Aiop) Lazio, presentata di recente a Roma, condotta sul modello dell’Emilia-Romagna e di altri enti territoriali, in cui sono stati già attuati gli Ospedali di comunità e le Case di comunità.

“Il Pnrr, dall’analisi dei dati della ricerca - commenta in una nota la presidente di Aiop Lazio Veronica Faroni - mostra delle criticità legate alle previsioni di spesa e mantenimento delle nuove strutture, alla carenza di personale medico, paramedico e infermieristico e alla questione legata ai destinatari degli Ospedali di comunità. Noi siamo stati elogiati per il lavoro doveroso svolto durante la pandemia al servizio del pubblico, ma altrettanto velocemente siamo stati abbandonati quando si è trattato di parlare di Pnrr”, denuncia. "Invece di spendere ingenti fondi per convertire luoghi non sanitari in sanitari, si poteva aumentare la capacità di dare assistenza delle strutture già esistenti, come le Rsa, tramite l’Adi (Assistenza domiciliare integrata) e la telemedicina. E ancora: per rispondere alla grande affluenza ai Pronto Soccorso, basterebbe snellire i percorsi dai Pronto Soccorso alle Rsa, senza andare a costruire megastrutture; basterebbe non morire di burocrazia”.

Il Pnrr - ricorda la nota - mette in campo 15,63 miliardi di euro, suddivisi in due componenti. La prima si esplica nella creazione e l’attivazione di 1.288 Case della comunità entro metà del 2026, per curare i malati cronici, per un costo complessivo di 2 miliardi di euro; inoltre, prevede la creazione di 381 Ospedali di comunità (OdC), destinati al ricovero breve e a interventi sanitari a bassa-media intensità clinica con un investimento di 1 miliardo. Il progetto mira, inoltre, al rafforzamento dell’assistenza domiciliare, grazie alla telemedicina, con l’obiettivo di prendere in carico, entro metà 2026, il 10% della popolazione over 65. Investimenti per un totale di 7 miliardi di stanziamenti. L’altro aspetto - ricorda la nota - è legato all’aggiornamento tecnologico e digitale, per un costo di 7,36 miliardi di euro. Entro la prima metà del 2026 la realizzazione dei nuovi OdC , previsti in tutte le regioni italiane, avrà un costo di 1 miliardo di euro complessivi nazionali per un’aggiunta di 7.620 posti letto totali nazionali.

Secondo l'indagine dell'Aiop nascono una serie di interrogativi rispetto alla creazione di queste nuove strutture e sulla capacità dei fondi di Ssn e Ssr di coprirne le spese di mantenimento. Nel Pnrr, infatti, non sono previsti finanziamenti per il personale sanitario che dovrà lavorare in queste strutture: ne conseguono ulteriori pesi sul bilancio pubblico a partire dal 2027. Il progetto Pnrr, impostato su base demografica, sembra inoltre - prosegue l'Aiop Lazio - non tenere conto delle realtà regionali; ne consegue un disegno a macchia di leopardo, che non risponde ai reali bisogni dei cittadini nei diversi contesti territoriali, su cui i futuri servizi sanitari andranno ad essere erogati, né tiene conto dell’impegno di risorse economiche e umane che tale realizzazione richiederà.

“Durante la pandemia il 'modello' Lazio ha dimostrato che il connubio tra il Ssn e ospedalità privata sia fondamentale per garantire un pieno, equo e uniforme diritto alle cure sull’intero territorio nazionale", ha dichiarato il direttore di Aiop Lazio Mauro Casanatta. Nel Lazio - continua - sono state vaccinate 1 milione e 300mila persone e nelle nostre strutture, nei primi mesi del 2020, sono stati creati 1350 posti letto, per essere di supporto agli ospedali e alla Regione Lazio. Ad oggi, in otto strutture accreditate del Lazio, sono ancora aperti reparti Covid”.

“Se il Lazio è stato un modello nell’assistenza sanitaria durante la pandemia - aggiunge l’assessore alla Salute della Regione Lazio Alessio D’Amato - è perché abbiamo lavorato insieme, e questa integrazione deve essere mantenuta nel futuro. Gli standard del Pnrr sono stati prefissati. Bisogna adeguare il Fondo sanitario, investire nella formazione, per carenze di infermieri e di alcune specializzazioni mediche; in futuro dobbiamo arrivare a coinvolgere almeno 100.000 over 65 in più nell’assistenza domiciliare integrata e passare all’accreditamento, uscendo dalla logica delle gare”.