AIOM 2022 – Gli oncologi italiani si incontrano e confrontano con AIFA

  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Conference Reports
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Cosa hanno in comune Kant, Ulisse e i porcospini? Sono stati tutti protagonisti della sessione “AIOM incontra AIFA. L’oncologia moderna: uno slalom tra le regole e le aspettative” nel corso del XXIV Congresso nazionale della Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) dal quale sono emerse interessanti novità per il futuro dell’oncologia.

“Verranno a breve creati due gruppi, uno di oncologi e uno di ematologi, che rappresenteranno tavoli di lavoro dell’Agenzia (AIFA) a supporto della Commissione Tecnico Scientifica (CTS)” ha affermato Nicola Magrini, direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e primo relatore della sessione.

Una ricerca etica e sostenibile

Chiamando in causa Kant, Magrini ha parlato di etica della ricerca ricordando anche che la fiducia nel sistema e nella relazione medico-paziente rappresenta uno dei pilastri su cui si basa la ricerca clinica. “Dobbiamo lavorare insieme AIFA-Sistema Sanitario Nazionale e Regionale (SSN e SSR) per sviluppare il senso di una comunità di intenti” ha detto, per poi citare i porcospini di Schopenhauer che per scaldarsi si sono avvicinati troppo gli uni agli altri fino a pungersi. La metafora è stato lo spunto per mettere in luce l’importanza di mantenere le giuste distanze anche all’interno di collaborazioni importanti, per esempio tra medici e industria del farmaco.

Tre le proposte del direttore AIFA per favorire il mantenimento delle giuste distanze: maggiori fondi per la ricerca indipendente in Italia (stimati in circa 100 milioni all’anno per 5 anni), messa a disposizione dello standard di trattamento da parte del SSN per ridurre i costi Research and Development per l’industria e per studi randomizzati e infine uno studio di monitoraggio degli studi di fase 1 in Italia per comprendere dove sta andando la ricerca nel nostro paese.

“Dobbiamo costruire e finanziare network e piattaforme per studi clinici comparativi di interesse per SSN/SSR, medici e pazienti” ha concluso, parlando di sostenibilità del sistema sanitario nazionale.

Linee guida e segnalibri

Giordano Beretta, Presidente di Fondazione AIOM, ha portato il pubblico in sala sulle tracce di Ulisse in un viaggio ricco di metafore per descrivere lo scenario dell’oncologia italiana. E in questo viaggio metaforico le sirene di Ulisse sono la rappresentazione di alcuni “abbagli” clinici come l’approvazione di trattamenti in base a risultati promettenti negli studi di fase 2, non confermati in seguito nelle fasi 3. E ancora, l’AIFA e le commissioni regionali del farmaco, con alcune loro decisioni non proprio lineari sull’approvazione dei trattamenti, ricordano Penelope intenta a tessere la sua tela.

Ad Ulisse è mancato un “navigatore”, una guida per ritrovare la via. Fuor di metafora, tale navigatore è rappresentato dalle linee guida. “Un intervento si definisce appropriato quando il beneficio atteso supera in misura ritenuta sufficientemente ampia le conseguenze negative legate all’intervento stesso” ha detto Beretta, ricordando che l’enorme sforzo di AIOM nella produzione di linee guida. “Circa il 40% dei documenti del sistema nazionale delle linee guida sono prodotti da AIOM” ha spiegato. “Tra le altre finalità, le linee guida sono indispensabili per garantire un riferimento basato sull’evidenza per le istituzioni nazionali e regionali, per gli organismi regolatori e i payers” ha precisato.

“Noi non pretendiamo di essere al centro delle decisioni scientifiche, non ne abbiamo le competenze, ma chiediamo di essere coinvolti in modo attivo e consapevole a supporto delle commissioni e dei tavoli di lavoro AIFA” ha aggiunto Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia, portando in sala la voce dei rappresentanti dei pazienti. “Vogliamo essere il segnalibro dei vostri volumi scientifici” ha detto.