AIOM 2022 – Al via RISP, il programma di screening per il tumore del polmone

  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Conference Reports
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Agli screening oncologici per tumore della mammella, del colon-retto e della cervice uterina, offerti gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale, potrebbe in futuro aggiungersi anche quello per il tumore del polmone.

Questo traguardo dipende anche dai risultati del programma ministeriale RISP (Rete Italiana Screening Polmonare), presentato a Roma nel corso della prima giornata del congresso annuale della Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), giunto alla sua XXIV edizione.

Si tratta di un programma basato sull’uso della tomografia computerizzata del torace a basso dosaggio (Low-Dose Computed Tomography, LDCT), da proporre ad alcune categorie di fumatori ed ex-fumatori allo scopo di arrivare a una diagnosi precoce di malattia.

 

Perché uno screening?

Le basi per proporre un programma di screening ci sono tutte. In primo luogo il tumore del polmone rappresenta una delle neoplasie più diffuse in Italia, con 41.000 nuove diagnosi registrare nel 2020 e in 8 casi su 10 la diagnosi avviene in fase avanzata. Inoltre, questa neoplasia è stata causa di ben 34.000 decessi in Italia nel 2021, oltre la metà dei quali nei forti fumatori. “Sono numeri allarmanti che ci impongono di agire quanto prima” ha affermato afferma Saverio Cinieri, Presidente Nazionale AIOM.

E la TAC spirale a basso dosaggio sembra essere lo strumento ideale per questa azione preventiva: studi clinici hanno infatti dimostrato che il suo utilizzo può ridurre di circa il 20% la mortalità per tumore dei polmoni nei forti fumatori.

“Con la TAC spirale a basso dosaggio possiamo fotografare anche il rischio globale per altre patologie fumo-correlate, quantificando per esempio il danno. Il numero di vite salvate può diventare davvero rilevante con la diffusione dello screening polmonare su vasta scala” ha aggiunto Rita Chiari, membro del Direttivo Nazionale AIOM e Direttore dell’Oncologia dell’Azienda Ospedaliera degli Ospedali Riuniti Marche Nord.

E a chi si preoccupa della sostenibilità economica di un tale screening, gli esperti rispondono con i dati. “Investire nello screening potrebbe aiutare a tagliare i costi diretti e indiretti associati alla malattia, che in Italia oggi ammontano a circa 2,5 miliardi di euro ogni anno” ha spiegato Cinieri. “Studi italiani dimostrano inoltre che è possibile personalizzare lo screening secondo il livello di rischio individuale, riducendo il numero di esami con TAC spirale a basso dosaggio (e i costi associati), senza influire sui benefici associati a questo approccio” ha precisato Chiari.

 

Il RISP in pratica

Il programma punta a coinvolgere circa 7.300 persone di età compresa tra 55 e 75 anni, che fumano almeno un pacchetto di sigarette al giorno da 3 decenni oppure forti fumatori che hanno smesso di fumare da meno di 15 anni.

Chi presenta queste caratteristiche può aderire all’iniziativa iscrivendosi attraverso il sito web www.programmarisp.it, oppure rivolgendosi alle oncologie, pneumologie e cardiologie che prendono parte a questa fase di reclutamento iniziale. “Sono coinvolti al momento 18 centri su tutto il territorio italiano” ha spiegato Silvia Novello, Ordinario di Oncologia Medica all’Università degli Studi di Torino e Responsabile Oncologia Polmonare all’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano. “Per questo è importante che al momento dell’adesione online venga indicato il centro più vicino all’area di residenza” ha aggiunto, ricordando che il programma RISP punta alla prevenzione secondaria, ma non trascura nemmeno quella primaria, offrendo gratuitamente anche programmi di disassuefazione dal fumo. “Le due strategie devono viaggiare appaiate, perché solo così possiamo davvero agire sui tassi di incidenza e mortalità di questa malattia” ha detto l’esperta.