AIOM 2018 - Competenza e collaborazione per una migliore gestione dei farmaci oncologici


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Report dei congressi
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Messaggi chiave

  • I farmaci oncologici di nuova generazione rappresentano una frazione consistente dell’intera spesa farmaceutica italiana.
  • La prescrizione delle nuove terapie dovrebbe essere riservata a specialisti davvero competenti.
  • Sono già state messe in campo misure utili a favorire l’accessibilità, come il fondo per i farmaci innovativi, ma servono approcci più strutturati.
  • La collaborazione tra diversi attori e uno sguardo che vada oltre il mero costo del farmaco sono la base di un sistema sostenibile.

 

L’oncologia si può avvalere oggi di terapie efficaci, ma in genere anche molto costose, caratteristica che le rende a volte poco accessibili per alcune strutture e di conseguenza per una quota di pazienti. I dati più recenti mostrano che in Italia un quarto della spesa farmaceutica totale sia da attribuire a ospedali e ASL e che le terapie oncologiche “moderne” come anticorpi monoclonali e inibitori delle cicline rivestono un ruolo da protagonista in questa spesa. Non sfugge inoltre l’incremento delle prescrizioni per alcune di queste terapie, che tra il 2016 e il 2017 ha sfiorato il 200% per nivolumab e ha superato il 450% per pembrolizumab.

“Questi numeri ci fanno capire che il costo sarà un problema sempre più importante in oncologia, che potrebbe essere almeno in parte risolto con una maggiore appropriatezza prescrittiva” ha spiegato Lucia Del Mastro, dell’Ospedale San Martino, Istituto Nazionale Tumori di Genova, nel corso di una sessione del congresso AIOM dedicata all’incontro con AIFA. L’oncologa ha fatto notare che per una appropriatezza prescrittiva reale serve una figura davvero competente, nella fattispecie l’oncologo medico. “Si tratta di prescrivere il farmaco giusto, al paziente giusto e al momento giusto e per raggiungere questo obiettivo non ci si può affidare a un medico non adeguatamente preparato sulle terapie oggi disponibili” ha aggiunto.

Nella stessa giornata congressuale, i costi delle terapie sono stati al centro anche di una conferenza stampa nella quale Stefania Gori, presidente nazionale AIOM, ha ricordato che in Italia i decessi per cancro diminuiscono più che nel resto d’Europa sebbene l’impatto sulla spesa farmaceutica dei farmaci oncologici resti inferiore. “Il Fondo per i farmaci innovativi in oncologia, istituito nel 2016 e pari a 500 milioni, è stato fondamentale e sufficiente a coprire le spese nel 2016, ma le stime non sono altrettanto positive per il 2018 e il 2019” ha precisato, spiegando l’importanza di confermare il fondo anche nel prossimo triennio e di aumentarne l’ammontare.

“Serve un occhio attento anche alla riduzione dei tempi di latenza” ha aggiunto Giordano Beretta, presidente aggiunto AIOM. “Dall’approvazione dell’Agenzia Europea per i medicinali (EMA) alla disponibilità nella prima Regione italiana trascorrono circa 2 anni ricorda. Come superare questi problemi? Con un dialogo attivo e costruttivo tra tutti gli attori che si muovono in questo scenario e che nelle loro valutazioni non possono limitarsi a guardare il costo di un medicinale, ma devono ampliare lo sguardo a 360 gradi per analizzare l’impatto di una terapia sul sistema sanitario e sulla salute del paziente.