AHA 2021 — L’uso di aspirina a lungo termine non ha alcun effetto sul rischio di demenza nei pazienti con diabete di tipo 2

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Conclusioni

  • I risultati più recenti dello studio ASCEND indicano che l’uso a lungo termine di aspirina a basso dosaggio non ha alcun effetto sul rischio di demenza dei pazienti con diabete di tipo 2 (type 2 diabetes, T2D). 

Perché è importante

  • Sebbene l’aspirina possa prevenire il declino cognitivo grazie alla prevenzione di ictus e attacchi ischemici transitori, può anche peggiorare la compromissione cognitiva, poiché aumenta il rischio di emorragie intracraniche e microemorragie.
  • Studi precedenti sull’effetto dell’uso a lungo termine dell’aspirina sul rischio di demenza non hanno ottenuto risultati convincenti.

Disegno dello studio

  • Nella sperimentazione ASCEND, 15.480 pazienti (età media di 63 anni; il 63% uomini) con diabete di tipo 2 e senza anamnesi di malattie cardiovascolari o di demenza al basale sono stati randomizzati a ricevere aspirina o placebo.
  • La durata del follow-up è stata di 7,4 anni, con 1,8 anni di follow-up aggiuntivo post-sperimentazione.
  • L’endpoint primario era l’incidenza di demenza usando una definizione ampia (che includeva demenza, confusione, compromissione cognitiva, invio a un centro di neuropsicologia o psichiatria geriatrica).
  • Finanziamento: British Heart Foundation; UK Medical Research Council; Alzheimer’s Research UK.

Risultati principali

  • È stato registrato un totale di 1.146 eventi di demenza grave.
  • L’endpoint primario ‘esito di demenza grave‘ è stato osservato nel 7,1% dei pazienti nel gruppo trattato con aspirina rispetto al 7,8% dei pazienti nel gruppo placebo (rapporto tra tassi [rate ratio, RR]=0,91; IC 95%, 0,81–1,02).
  • Il beneficio non significativo, pari al 9%, dell’aspirina variava da una riduzione del 19% a un aumento del 2% del rischio di demenza.
  • Non è stata osservata alcuna differenza significativa nell’incidenza di esiti di demenza moderata (endpoint secondario) tra gruppo trattato con aspirina e gruppo placebo (rispettivamente 3,3% vs. 3,7%; RR=0,89; IC 95%, 0,75–1,06).

Limiti

  • Piccolo numero di casi di demenza incidente.