Aggiornate le linee guida GOLD per la presa in carico della BPCO


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Notizie mediche Univadis
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La diagnosi

·      Qualsiasi paziente con dispnea, tosse cronica, catarro e/o storia di esposizione a fattori di rischio deve essere valutato per una possibile diagnosi di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

·      La spirometria è necessaria per la conferma diagnostica. Un rapporto FEV1/CVF inferiore a 0,70 conferma la presenza di ostruzione.

·      L’obiettivo della valutazione della BPCO è quello di determinare il livello di ostruzione, l’impatto della malattia sullo stato di salute generale e il rischio di eventi futuri come esacerbazioni, ricoveri o morte.

·      Spesso i malati con BPCO soffrono anche di altre patologie croniche che devono essere trattate perché possono influenzare mortalità e ricoveri.

La prevenzione

·      La cessazione dal fumo è l’intervento chiave per la prevenzione. Per ottenere ciò sono efficaci le farmacoterapie e la terapia di sostituzione con nicotina. L’efficacia e la sicurezza delle sigarette elettroniche sono ancora oggetto di studio.

La terapia

·      La terapia farmacologica riduce i sintomi di BPCO, la gravità e la frequenza delle esacerbazioni e può migliorare la tolleranza all’esercizio fisico e lo stato generale di salute.

·      Il trattamento farmacologico deve essere individualizzato e guidato dalla gravità dei sintomi, dal rischio di esacerbazioni, dagli effetti collaterali, dalle comorbidità, dalla risposta del paziente nonché dalla capacità di utilizzare i vari strumenti per il rilascio dei principi attivi.

·      La capacità di utilizzare gli inalatori deve essere testata regolarmente.

·      Le vaccinazioni antipneumococco e antinfluenza diminuiscono l’incidenza delle infezioni del basso tratto respiratorio.

·      La riabilitazione polmonare migliora i sintomi e la qualità di vita.

·      I pazienti con grave ipossiemia hanno una migliore sopravvivenza se posti in ossigenoterapia cronica.

·      In pazienti con BPCO stabile e moderata desaturazione a riposo o indotta dell’esercizio, la terapia cronica con ossigeno non è raccomandata, anche se è necessario considerare i fattori individuali nella decisione finale.

·      Nei pazienti con ipercapnia cronica e una storia di ricoveri per insufficienza respiratoria grave, la ventilazione non invasiva può prevenire nuovi ricoveri e diminuire la mortalità.

·      Alcuni pazienti con enfisema allo stadio avanzato refrattario alla terapia medica possono beneficiare di interventi chirurgici o broncoscopici.

·      Nella BPCO avanzata, gli approcci palliativi aiutano a controllare i sintomi.

·      Nella BPCO stabile, la strategia di mantenimento si basa sulla valutazione dei sintomi e il rischio di esacerbazioni.

·      Nei pazienti che fumano, la cessazione dal fumo è l’intervento più urgente.

·      Gli obiettivi del trattamento sono la riduzione dei sintomi e delle esacerbazioni future. I trattamenti farmacologici devono essere integrati con trattamenti non farmacologici.

Le esacerbazioni

·      L’esacerbazione della BPCO è definita come peggioramento dei sintomi respiratori acuti tale da richiedere una terapia addizionale. Molti fattori possono contribuire alle esacerbazioni, in particolare le infezioni respiratorie.

·      I broncodilatatori di prima scelta nel trattamento delle esacerbazioni sono i beta-2 agonisti a breve durata d’azione, con o senza anticolinergici a breve durata d’azione.

·      Appena possibile è necessario passare alla terapia di mantenimento con broncodilatatori a lunga durata d’azione.

·      I corticosteroidi sistemici possono migliorare la funzionalità polmonare e l’ossigenazione. Possono anche abbreviare il tempo di ospedalizzazione. La durata della terapia sistemica con steroide non deve superare i 5-7 giorni.

·      Se indicata, la terapia antibiotica riduce i tempi di recupero, il rischio di ricaduta e di fallimento del trattamento. La terapia antibiotica non deve superare i 5-7 giorni.

·      A causa dell’incremento degli effetti collaterali, le metilxantine non sono raccomandate.

·      La prima modalità di ventilazione da usare nella BPCO in caso di insufficienza respiratoria acuta è la ventilazione meccanica non invasiva, che migliora lo scambio gassoso, riduce la fatica respiratoria e diminuisce il ricorso all’intubazione, la durata dei ricoveri e migliora la sopravvivenza.

Le comorbidità

·      Il trattamento della BPCO non dovrebbe essere modificato dalla presenza di comobirdità, che devono a loro volta essere trattate al meglio.

·      Il cancro del polmone è una comorbidità relativamente frequente ed è una causa comune di mortalità.

·      Anche le malattie cardiovascolari sono frequenti nei pazienti con BPCO, così come l’osteorporosi e l’ansia con depressione, associate soprattutto alle limitazioni fisiche, alla fame d’aria e alle prognosi peggiori.

·      Il reflusso gastroesofageo può aumentare il rischio di esacerbazioni e influire sullo stato di salute generale.

·      In presenza di comorbidità è importante semplificare al massimo lo schema terapeutico.