Adolescenti e giovani diabetici, sì al monitoraggio continuo del glucosio


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Negli adolescenti e giovani adulti con diabete di tipo 1, rispetto al monitoraggio standard, il ricorso al monitoraggio continuo del glucosio comporta un miglioramento piccolo ma significativo nel controllo glicemico su un periodo di 26 settimane.
  • Ulteriori ricerche dovranno stabilire l’importanza clinica di questo risultato.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio CITY (CGM Intervention in Teens and Young Adults with T1D) ha arruolato 153 pazienti con diabete di tipo 1 di età compresa tra 14 e 24 anni, che allo screening presentavano un valore di emoglobina glicata (HbA1c) compreso tra 7,5% e 10,9%.
  • I partecipanti sono stati randomizzati (1:1) per il monitoraggio continuo della glicemia (Continuous Glucose Monitoring, CGM) o per il monitoraggio tradizionale mediante glucometro.
  • L’esito primario era la variazione nell’HbA1c dalla baseline alla settimana 26.
  • Fonte di finanziamento: Leona M. and Harry B. Helmsley Charitable Trust; il sistema di CGM e i sensori sono stati messi a disposizione da Dexcom Inc.

 

Risultati principali

  • 142 partecipanti (93%) hanno completato lo studio.
  • I valori medi di HbA1c erano 8,9% e 8,5% alla baseline e alla settimana 26 nel gruppo CGM e 8,9% sia alla baseline che alla settimana 26 nel gruppo controllo (differenza corretta tra i gruppi -0,37% [IC 95% da -0,66% a -0,08%]; P=0,01).
  • Tra i 20 esiti secondari prespecificati, sono state misurate differenze statisticamente significative in 3 dei 7 esiti relativi all’HbA1c, 8 delle 9 metriche CGM e 1 dei 4 esiti riferiti dal paziente.
  • Gli eventi avversi più comuni erano ipoglicemia severa (3 partecipanti nel gruppo CGM e 2 nel gruppo controllo), iperglicemia/chetosi (1 partecipante nel gruppo CGM e 4 nel gruppo controllo) e chetoacidosi diabetica (3 partecipanti nel gruppo CGM e 1 nel gruppo controllo).

 

Limiti dello studio

  • Il sistema CGM usato, a differenza dei sistemi più recenti, richiedeva di essere calibrato due volte al giorno.
  • La durata dello studio è relativamente breve.
  • I risultati potrebbero non essere applicabili a pazienti con HbA1c fuori dall’intervallo 7,5%-10,9%.

 

Perché è importante

  • Tra i pazienti con diabete di tipo 1, adolescenti e giovani adulti sono la fascia di popolazione che ha il peggior controllo glicemico.
  • Il monitoraggio continuo del glucosio si è dimostrato efficace nel migliorare il controllo glicemico negli adulti, ma i suoi benefici in adolescenti e giovani adulti non sono stati dimostrati.