ADHD: la dose di metilfenidato potrebbe essere decisa caso per caso


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Messaggi chiave

  • Una meta-analisi, condotta su 11 studi clinici randomizzati (RCT) e 38 studi di coorte, dimostra che la dose utilizzata di metilfenidato, il farmaco stimolante più studiato nel disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), è altamente variabile.
  • Nonostante negli studi siano riportati gli intervalli di dosaggi raccomandati, non vengono date giustificazioni scientifiche rispetto alla dose scelta.
  • Gli effetti avversi sono comuni ma non potenzialmente letali e includono insonnia, anoressia, dolore addominale e mal di testa.

Descrizione dello studio

  • È stata eseguita una revisione sistematica per identificare gli studi disponibili fino ad aprile 2019: MEDLINE dal 1946, Embase dal 1974 e PsycINFO dal 1806.
  • Studi inclusi se condotti su pazienti fino ai 18 anni con diagnosi di ADHD o di sindrome ipercinetica e in cui la dose di metilfenidato è stata determinata mediante titolazione.
  • Outcome principali: dose di metilfenidato utilizzata, motivazioni cliniche della scelta della dose, effetti avversi quando la dose è stata stabilita da titolazione.

Risultati principali

  • Sono stati analizzati 11 TRC (1.304 pazienti trattati con metilfenidato e 887 controlli) e 38 studi di coorte (5.524 partecipanti).
  • Intervallo di dosaggio di metilfenidato utilizzato: da 1,4 a 1,5 mg/kg al giorno nei TRC; da 0,8 a 1,8 mg/kg al giorno negli studi di coorte.
  • Alcuni studi hanno riportato i metodi di titolazione, la dose di partenza, l’intervallo di titolazione, l’incremento e la dose massima.
  • Non tutti gli studi hanno riportato una giustificazione per l'intervallo di dosaggio scelto.
  • Nei TRC, i partecipanti trattati con metilfenidato hanno avuto più probabilità di manifestare effetti avversi rispetto a coloro trattati con placebo: insonnia (OR 4,66; IC 95% 1,99-10,92; P
  • Negli studi di corte il tasso complessivo di eventi avversi è stato del 66% (IC 95% 57%-74%; P=0,001): anoressia nel 33% dei partecipanti (IC 95% 16%-56%; P

Limiti dello studio

  • Pochi TRC e campioni di piccola taglia.
  • Dose massima ed effetti avversi non sempre riportati.
  • Diverse formulazioni di metilfenidato.
  • Grande eterogeneità tra gli studi di coorte, ma non tra gli RCT.

Perché è importante

  • Dato che le dosi massime di stimolanti consigliate variano tra le linee guida e non ci sono prove scientifiche a sostegno, i medici possono essere scoraggiati dal dare una titolazione più alta, che in alcuni pazienti potrebbe essere più efficace.
  • Stabilire una dose massima potrebbe non essere necessario dato che quella ottimale può essere stabilita per ogni paziente in modo da ottenere il miglior equilibrio tra vantaggi terapeutici e tollerabilità.
  • Sono necessari studi futuri sull'efficacia, la tollerabilità e la sicurezza del metilfenidato titolato, puramente per motivi clinici.