Acufene pulsante, in 7 casi su 10 si riesce a trovare la causa

  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
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Messaggi chiave

  • Distinguere le possibili cause dell’acufene pulsante in tre categorie (strutturali, vascolari e metaboliche) facilita la diagnosi.
  • Con una valutazione approfondita si riesce a identificare la causa sottostante l’acufene pulsante in oltre il 70% dei pazienti.

 

Sentire battere il proprio cuore nell’orecchio è un fastidio che a lungo andare può mettere a dura prova la salute fisica e mentale di un individuo, scatenando tra l’altro ansia, depressione e insonnia. Senza contare che l’acufene (o tinnito) pulsante (PT) può essere la spia di una patologia grave. La diagnosi della causa sottostante l’acufene pulsante è purtroppo assai complessa. Un modo efficace per approcciare il problema può essere raccogliere le molteplici possibili cause in tre categorie: strutturali, vascolari e metaboliche. A suggerirlo, in un articolo pubblicato sulla rivista JAMA Otolaryngology – Head & Neck Surgery, è un gruppo di esperti americani che affermano che “Questa classificazione facilita la valutazione diagnostica, il rinvio allo specialista e il trattamento in un approccio incentrato sul paziente piuttosto che focalizzato sui soli compartimenti anatomici”.

Secondo gli autori dell’articolo, i punti cardine del percorso diagnostico per l’acufene pulsante includono: una storia medica dettagliata, l’esecuzione di manovre provocative durante l’esame fisico, gli esami di diagnostica per immagini e la valutazione degli effetti psichiatrici. L’articolo passa in rassegna ciascuna delle categorie a cui possono appartenere le varie cause dell’acufene pulsante, mettendo in evidenza elementi o esami utili alla diagnosi.

Le cause strutturali dell’acufene pulsante, come neoplasmi e anomalie patologiche dell’osso temporale, possono essere rivelate dalla risonanza magnetica o dalla tomografia computerizzata della testa e del collo. I neoplasmi che più comunemente provocano l’acufene pulsante sono i paragangliomi e gli schwannomi vestibolari. Nei paragangliomi il PT non cambia comprimendo la vena giugulare o con la compressione dell’arteria occipitale, ma è esacerbato dall’esercizio; l’esame otoscopico spesso rivela una massa retrotimpanica. Negli schwannomi vestibolari l’esame otoscopico è normale, ma spesso è presente ipoacusia neurosensoriale ipsilaterale al PT. Alterazioni a carico dell’osso temporale aumentano la percezione dei suoni interni, pulsazioni incluse; è possibile riscontrare ipoacusia conduttiva e vertigini indotte dal rumore (fenomeno di Tullio).

Le cause vascolari dell’acufene pulsante includono problemi arteriosi e venosi. Tra le cause arteriose, accertabili con gli appropriati esami vascolari, vi sono la stenosi, la dissezione, la displasia fibromuscolare, l’aneurisma e aberrazioni della carotide e la fistola arteriovenosa; trattare queste cause non solo permette di eliminare il PT ma può prevenire un ictus ischemico o emorragico. Si sospetta una causa venosa quando il suono è basso e in sincrono con il battito cardiaco e migliora con la compressione della vena giugulare ipsilaterale; in questi casi per la conferma della diagnosi occorre eseguire una manometria venosa cerebrale e un test di occlusione. Un’altra causa vascolare di PT è l’ipertensione intracranica idiopatica, caratterizzata da mal di testa che cambia con la posizione (per esempio quando ci si china ad abbassare le scarpe) e perdita della vista transiente o progressiva; l’esame da eseguire è in questi casi la puntura lombare.

Una delle più frequenti cause metaboliche dell’acufene pulsante è l’ototossicità da farmaci (es. aminoglicosidi orali e cisplatino); spesso il PT è una manifestazione precoce dell’ototossicità, che precede la perdita permanente dell’udito. Altre possibili cause sono condizioni sistemiche come l’anemia o l’ipertiroidismo, diagnosticabili con emocromo ed esami della funzionalità tiroidea; in questi casi il PT tende and essere acuto e legato all’aumentata gettata cardiaca.

“A differenza dell’acufene non pulsante – concludono gli autori – con una valutazione approfondita la causa sottostante dell’acufene pulsatile può essere identificata in più del 70% dei pazienti”.