Abruzzo in soccorso ai malati ucraini, Marsilio 'a disposizione letti negli ospedali'

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L'Aquila, 25 mar. (Adnkronos Salute) - L'Abruzzo è tra le otto regioni italiane che, attraverso la Centrale remota per le operazioni di soccorso sanitario (Cross), attivata dal Dipartimento nazionale di Protezione civile, parteciperanno ad una missione internazionale  sanitario-umanitaria di sette giorni in una località polacca al confine con l’Ucraina. L’obiettivo è di favorire il trasferimento in ospedali italiani di cittadini bisognosi di cure e terapie immediate. A farne parte saranno due medici del Pronto  soccorso di Pescara, Amalia Contini (team leader) e Andrea Di Blasio; il medico anestesista Mariangela Battilana  e il logista Vincenzo Leo Celeste  della Protezione civile della Regione Abruzzo. 

La Cross, nell’ambito del meccanismo europeo di Protezione civile e in risposta alla specifica richiesta della Direzione generale per la Salute e la Sicurezza Alimentare della Commissione europea, intanto, in raccordo con i referenti sanitari regionali, ha provveduto ad una ricognizione dei posti letto disponibili. Questo pomeriggio, a Pescara, in Regione, la presentazione dell’iniziativa da parte del presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio; dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì; del referente regionale per le maxi-emergenze, Alberto Albani, e del direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Mauro Casinghini.

"Essere tra le otto regioni italiane che si stanno organizzando per partecipare a questa missione internazionale di scouting di pazienti da curare in Italia – ha affermato Marsilio – oltre a rappresentare un motivo d’orgoglio per l’Abruzzo, è anche una testimonianza del fatto che sia il sistema sanitario regionale che quello di Protezione civile, dopo i due anni di pandemia, sono in grado di fronteggiare anche altre emergenze come quella legata all’accoglienza dei profughi, circa tremila quelli ospitati finora in regione, e dell’assistenza sanitaria nei confronti di persone, soprattutto bambini in questa prima fase, affette da patologie onco-ematologiche. Le cure non sono rivolte a pazienti militari vittime di guerra, ma solo a civili gravemente malati. Un ringraziamento particolare – ha concluso il presidente – va al dottor Albani che, nonostante sia prossimo al pensionamento, anche in questa occasione sta fornendo un apporto determinante in termini di competenza e di dedizione al lavoro".

"In questi due anni caratterizzati dalla diffusione della pandemia – ha aggiunto l’assessore Verì – siamo riusciti a fornire tante risposte alla vasta platea di pazienti con cui il sistema sanitario regionale è venuto in contatto. Anche in questa occasione, ci stiamo facendo trovare pronti dando anche prova di capacità di assecondare al meglio il processo di rimodulazione e riorganizzazione dei posti letto disponibili nella rete ospedaliera regionale. Non  abbiamo  certo trascurato i rischi legati al propagarsi del contagio tra le persone di nazionalità ucraina che sono arrivate in Abruzzo. Ne abbiamo, infatti, vaccinate circa trecento finora riuscendo a rilevare ogni giorno anche 4-5 positività al Covid-19". 

Intanto, già nella giornata di domani arriveranno dalla Polonia i primi due bimbi ucraini che occuperanno due dei quattro posti letto messi a disposizione all’interno del reparto di onco-ematologia dell’ospedale di Pescara.