Aaroi-Emac, convocazione Aran non basta per revocare sciopero


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Milano, 13 feb. (AdnKronos Salute) - "A meno che il 20 febbraio non vengano proposte condizioni minime per iniziare un confronto, scenario che al momento ci pare sempre lontano, anche nel caso in cui dovessimo protestare da soli, come d'altra parte di fatto è già accaduto in passato, per quanto ci riguarda il 23 febbraio sarà sciopero". Non depone le armi l'Aaroi-Emac, il sindacato degli anestesisti rianimatori ospedalieri italiani e dell'emergenza area critica, nonostante la convocazione all'Aran per il rinnovo del contratto dei medici e della dirigenza del Servizio sanitario nazionale.

Convocazione che "era ormai nell'aria - osserva l'Aaroi-Emac in una nota - in un clima pre-elettorale che, fino al momento in cui le organizzazioni sindacali dei medici ospedalieri e alcune degli infermieri (grandi assenti, guarda caso, quelle confederali del comparto) non hanno annunciato lo sciopero del 23 febbraio, ha visto la sanità argomento tabù per tutte le forze politiche in corsa per il 4 marzo. Salvo poi, improvvisamente, essere messa al centro di promesse multilaterali giocate al rialzo. Ce ne rallegriamo, ma anche in considerazione della recente accelerazione dei Ccnl di altri comparti del Pubblico impiego, frettolosamente siglati all'insegna degli ormai mitologici 80 euro, riteniamo evidente la strumentalizzazione politica grazie alla quale avvengono convocazioni lampo prive di reali trattative, improntate a un 'prendere o lasciare' che si connota come l'ennesima distruzione di trattative sindacali ridotte completamente a informazione".

"Le nostre perplessità per una trattativa che incredibilmente, dopo oltre 8 anni di chiusura totale - ricorda la sigla - andrebbe a sbloccarsi 'casualmente' a pochissimi giorni dal voto, rafforzano la nostra convinzione che gli appuntamenti elettorali non possono essere motivo per chiudere la partita contrattuale dei medici con simili presupposti". Per questo "i medici che l'Aaroi-Emac rappresenta non sono disposti ad accontentarsi di simili scenari, pur se non ci stupiremo affatto di qualche ritiro da una protesta che, nata sotto comuni intenti di rilancio del Ssn e dei suoi professionisti, oggi rischia di diventare scomoda soprattutto per il Governo uscente, in favore del quale qualche organizzazione sindacale malcelatamente si appresta a far da stampella per la riconferma elettorale dei suoi esponenti, con strategie sindacali di cui, a voler essere ingenui, ci sfuggono gli obiettivi di tutela dei lavoratori che rappresenta".