AACR 2022 — Una nuova immunoterapia a base di cellule natural killer per i linfomi recidivanti/refrattari CD30+

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Conclusioni

  • Le infusioni di cellule natural killer (NK) derivate da sangue cordonale (cord blood, CB), preattivate, in complesso con AFM13, un anticorpo bispecifico che lega CD16A sulle cellule NK e CD30 sulle cellule del linfoma, sono sicure nei pazienti affetti da linfomi recidivanti/refrattari CD30+.
  • L’approccio evidenzia efficacia preliminare, giustificando ulteriori indagini.

Perché è importante

  • Le cellule NK derivate da CB possono essere utilizzate come prodotto “pronto per l’uso”.
  • L’uso di specifici attivatori (engager), mirati ad antigeni tumorali diversi, consentirebbe di utilizzare questo approccio per trattare altri tumori.

Disegno dello studio

  • La sperimentazione ha arruolato 22 pazienti (età, 15–75 anni) affetti da linfoma CD30+ recidivante/refrattario.
  • La deplezione delle cellule immunitarie è stata seguita da due cicli di trattamento con cellule NK derivate da CB precomplessate con AFM13 e preattivate con citochine e da 3 infusioni endovenose settimanali di AFM13.
  • Il sangue di cordone ombelicale da biobanca è stato selezionato ignorando la compatibilità per l’antigene leucocitario umano.
  • Le risposte sono state valutate mediante esami di tomografia a emissione di positroni/TAC utilizzando i criteri Lyric.

Risultati principali

  • Il trattamento è risultato sicuro; non sono state osservate reazioni correlate all’infusione (infusion-related reaction, IRR) durante le infusioni di NK complessate con AFM13; si sono verificate 6 IRR in 110 infusioni del solo AFM13.
  • È stata stabilita una dose di 108 cellule NK/kg come dose raccomandata per la fase 2 (recommended phase 2 dose, RP2D).
  • 17 pazienti su 19 sottoposti a valutazione hanno evidenziato risposte metaboliche (10 risposte complete [complete response, CR], 7 risposte parziali [partial response, PR]); il tasso di risposta complessiva è risultato dell’89,5%.
  • Tutti i 13 pazienti trattati con la RP2D hanno ottenuto una risposta (8 CR, 5 PR).
  • Dopo un follow-up mediano di 9 mesi (intervallo, 1–19 mesi), il tasso di sopravvivenza libera da eventi e il tasso di sopravvivenza complessiva sono risultati rispettivamente del 52% e dell’81% (rispettivamente 67% e 93% con la RP2D).
  • È stata osservata persistenza delle cellule NK del donatore fino a 3 settimane.

Finanziamento

  • Affimed Therapeutics.

Il commento degli esperti

“Questo approccio, utilizzato per la prima volta nell’uomo, ha ottenuto risultati piuttosto incredibili. In aggiunta, l’effettivo profilo di tollerabilità è davvero eccellente, senza casi di sindrome da rilascio di citochine, senza neurotossicità, senza malattia del trapianto contro l’ospite, veramente eccezionale”. Timothy A. Yap, Direttore medico dell’Institute for Applied Cancer Science, MD Anderson Cancer Center (Houston, Texas, Stati Uniti).