A Pisa è nato il Centro clinico di Chirurgia del peritoneo

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Pisa, 29 apr. (Adnkronos Salute) - In 7 anni oltre 400 pazienti operati provenienti da tutt'Italia (con un aumento del 50% da fuori regione nel 2021), presa in carico multidisciplinare pre- e post-intervento, tecniche chirurgiche ad altissima complessità con risultati clinici in linea con gli standard internazionali in termini di sopravvivenza dei pazienti e di recidiva di malattia, recupero della loro salute globale e diminuzione progressiva del dolore già a un mese dal trattamento.

Sono alcune delle peculiarità del neonato Centro clinico di chirurgia del peritoneo per il trattamento dei carcinomi, che ha sede all'ospedale di Pisa, che colpiscono questa sottile membrana (sierosa peritoneale) che riveste la cavità addominale, la pelvi, buona parte delle viscere: una struttura complessa multidisciplinare di riferimento regionale e nazionale che, nell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana, è stata istituita recentemente e affidata alla responsabilità del dottor Piero Lippolis, chirurgo generale che già nel 2012 aveva cominciato a praticare, in alcuni selezionati casi, la peritonectomia, il primo step di questa chirurgia ‘pionieristica’ ad elevata complessità ideata negli Usa negli anni ‘80 per il trattamento dei tumori peritoneali sia primitivi sia secondari, allora considerati inoperabili.

Poi, a partire dal 2016, in Aoup c’è stato l’expertise sufficiente, nella Sezione dipartimentale di Chirurgia generale e peritoneale nel frattempo attivata (diretta sempre dal dottor Lippolis), per effettuare l’approccio chirurgico completo, consistente non solo nell’asportazione del peritoneo e nella chirurgia citoriduttiva (Crs), ossia l’eliminazione della massa neoplastica e degli impianti secondari lasciando il minimo residuo possibile, ma anche nella chemioterapia ipertermica intraperitoneale (Hipec), vale a dire l’infusione loco-regionale ad alta temperatura (42°-43°C) del farmaco chemioterapico nella cavità peritoneale in corso di intervento, che ha apportato un significativo balzo in avanti dell’efficacia del trattamento.

E da quest’anno è stata introdotta una nuova metodica per i casi non candidati alla Crs-Hipec, ossia la Pipac (chemioterapia aerosol-pressurizzata intraperitoneale), effettuata in laparoscopia per il controllo dell’ascite e del dolore (spesso associata alla chemioterapia sistemica).

Avanzamenti e innovazioni che, visti i numeri in costante crescita, hanno reso necessaria la strutturazione delle attività in un Centro clinico, la cui organizzazione garantisce - nell’ambito del Dipartimento (in questo caso quello di Chirurgia generale) - un coordinamento forte delle strutture e dei professionisti coinvolti con omogeneità della linea produttiva, alti volumi e autonomia gestionale. Inoltre, altra recentissima novità del Centro, l’istituzione al suo interno del Pdta-programma diagnostico terapeutico assistenziale per tutte le donne con diagnosi di massa ovarica per una presa in carico multidisciplinare in sinergia con le strutture di Ostetricia e Ginecologia e il programma di Ginecologia oncologica.

Il Centro clinico di Chirurgia del peritoneo ha sede nell’Edificio 30 dell'ospedale di Cisanello e vi si accede a seguito di visita ambulatoriale (chirurgica o oncologica), da cui la prescrizione di esami clinici e strumentali per formulare la diagnosi e approdare poi al consulto del Gom-Gruppo oncologico multidisciplinare per il trattamento più indicato al caso specifico.

Per neoplasia peritoneale si intende un’ampia gamma di tumori provenienti dalle viscere, da organi intra o extra-addominali - più raramente dalla membrana peritoneale stessa – che si diffondono o metastatizzano al peritoneo parietale e viscerale, accomunati dalla disseminazione/progressione nella cavità addominale che, se non tempestivamente diagnosticati e trattati, possono determinare severe complicanze come la formazione di impianti neoplastici, ascite, occlusione intestinale etc... Requisito fondamentale per il trattamento multimodale efficace Crs-Hipec è la possibilità di asportare chirurgicamente tutta la malattia evidente, per poi effettuare la chemio-perfusione ipertermica intraperitoneale (Hipec) sui residui microscopici di malattia.

Ad oggi a Pisa, dal 2016, sono stati sottoposti a trattamento chirurgico circa 405 pazienti con carcinosi peritoneale (di cui 194 per tumori ginecologici), il 18,5% provenienti da fuori regione.

- 209 interventi di chirurgia citoriduttiva associata a trattamento Hipec (151 donne e 58 uomini, di età media intorno ai 60 anni, per tumori prevalentemente ovarici (94), del colon-retto (33), dello stomaco (30), dell’appendice (23) e altri organi addominali, con una degenza media di circa 14 giorni - il range è da 6 a 44.

- 4 procedure di Pipac (Pressurized Intraperitoneal Aerosol Chemotherapy) (iniziata a febbraio 2022)

- 192 interventi di chirurgia citoriduttiva senza trattamento Hipec

◦ 29 procedure laparoscopiche per biopsie diagnostiche

Numeri che evitano la migrazione dei pazienti extra-regione, come avveniva qualche tempo fa, con notevole risparmio per il servizio sanitario regionale. Il gruppo multidisciplinare si compone, fra gli altri, di chirurghi generali esperti in queste metodiche, oncologi, anestesisti e intensivisti, anatomo-patologi, nutrizionisti, personale infermieristico (sia di sala operatoria sia di degenza), tecnici perfusionisti, farmacisti.

"Ogni volta che si inaugura una struttura ad alta innovazione come questa - ha dichiarato l'assessore regionale alla salute Simone Bezzini, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione - è una grande soddisfazione perché ciò dimostra che in questi due anni di pandemia, mentre ci si difendeva dall'emergenza sanitaria incalzante, le strutture sanitarie non si sono fermate. In particolare l'Aoup non ha perso la sua propensione all'innovazione e alla capacità di guardare in prospettiva. Un approccio che si concretizza oggi nella missione di questo Centro clinico che, come gli altri, investe su multidisciplinarietà, multi professionalità, sull'appropriatezza ma soprattutto produce beneficio e salute per i pazienti. Questo è l'elemento indispensabile e di straordinario valore, la tenacia dei professionisti nel cercare sempre nuove strade, senza dimenticare la dimensione umana che mi pare caratterizzi tutta l'èquipe, con i pazienti che si sentono profondamente coinvolti e partecipi del loro percorso di cura".

“Con l'apertura di questo centro multidisciplinare e altamente specializzato – ha fatto sapere il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo - l'Aoup fa un ulteriore passo per garantire il diritto alla salute a tutte le toscane e a tutti i toscani anche in presenza di patologie molto severe e che necessitano di strumenti diagnostici e terapeutici innovativi. Un grande in bocca al lupo quindi all'amico dottor Lippolis chiamato a dirigerlo”.

Presente, insieme al direttore generale Silvia Briani e al direttore del Dipartimento di Chirurgia generale Piero Buccianti - oltre al dottor Lippolis che, in mattinata, ha illustrato il centro all’assessore davanti alla platea dei tanti professionisti coinvolti - anche il presidente del consiglio comunale Alessandro Gennai che, nel riportare i saluti del sindaco di Pisa Michele Conti e di tutti i consiglieri comunali, ha voluto esprimere la propria soddisfazione per il grande ruolo svolto dalla medicina pisana in tanti settori di eccellenza e sottolineare la vicinanza del Comune all’ospedale in tantissime occasioni. “Anche in questi anni di pandemia – ha ricordato – abbiamo sostenuto l’ospedale promuovendo iniziative, convegni e consigli comunali aperti con ospiti medici specialisti della materia ma siamo al vostro fianco da sempre, oltreché nella costruzione del nuovo ospedale, nel sensibilizzare la popolazione e le scuole sui corretti stili di vita, sulla donazione degli organi, contro la violenza alle donne, a favore della ricerca e della solidarietà in tutti i settori".