A livello globale la salute migliora e si riducono le diseguaglianze


  • Roberta Villa — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Dal Global Burden of Disease Study (GBDS) emerge che a livello globale, tra il 1990 e il 2013, l’aspettativa di vita alla nascita aggiustata per la salute (HALE0) è migliorata di 5 anni e mezzo.
  • Il miglioramento è da attribuire soprattutto al miglior controllo di malattie infettive, disturbi nutrizionali e salute materno-infantile, mentre i fattori negativi, che hanno influito più sulla salute che sull’aspettativa di vita, per lo più tramite disabilità, sono stati diabete, cefalea con abuso di farmaci e depressione.
  • Nello stesso periodo, la diseguaglianza tra Paesi in questo parametro si è ridotta del 15,22%.
  • Solo in 11 Paesi HALE0 è peggiorata, per lo più a causa di HIV/AIDS, con l’eccezione di Belize, Paraguay e Bielorussia.

Descrizione dello studio

  • Studio osservazionale retrospettivo sul GBDS 2013 con analisi demografica basata su dati aggregati e usando la tecnica delle tabelle di vita, il metodo Sullivan e quello della decomposizione delle differenze nell’aspettativa di vita.    
  • Outcome: impatto di 306 tra malattie e traumi su HALE0 (in termini di disabilità, di mortalità e totale) a livello globale, in 21 regioni e 187 Paesi, e nel confronto tra loro (misurato con coefficiente di Gini), tra il 1990 e il 2013.

Risultati principali

  • Aumento globale HALE0= 5,49 (5,31 maschi, 5,73 femmine), attribuibile per il 56,47% (3,10 anni) al miglior controllo di malattie infettive, disturbi nutrizionali e salute materno-infantile, per il 30,05% (1,65 anni) al miglior controllo delle malattie non trasmissibili e per il 13,67% (0,75 anni) per il calo degli eventi traumatici.
  • A determinarlo è stato soprattutto il calo della mortalità (5,14 anni), seguito da un aumento dell’aspettativa di vita con disabilità alla nascita (0,80 anni).
  • HALE0 si è ridotto in 11 Paesi, per lo più a causa di HIV/AIDS (tranne Belize, Paraguay e Bielorussia).
  • Seguito dal diabete, HIV/AIDS è risultato il singolo fattore di peggioramento più rilevante a livello globale (-0,28 anni), ma soprattutto in Africa, con -7,86 nella parte meridionale del continente.
  • Le malattie non trasmissibili cardiovascolari hanno guidato un diverso cambiamento nei diversi Paesi: positivo in quelli ad alto reddito, negativo in quelli a medio e basso reddito.

Perché è importante

  • L’analisi delle condizioni che hanno maggiore impatto su HALE0 nelle diverse parti del mondo permette di definire le priorità degli interventi di sanità pubblica nazionale e sovranazionale.