A Lecce truffa su corsi online per operatori, attestati falsi, 5 arresti

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Lecce, 4 mag. (Adnkronos Salute) - Sono accusati di far parte di un'associazione a delinquere finalizzata alla truffa per la realizzazione di corsi per operatore socio sanitario (Oss) 'fittizi' eseguiti anche in modalità online. Cinque persone sono state arrestate e sottoposte ai domiciliari dalla Guardia di Finanza dei Comandi Provinciali di Lecce e Brindisi, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare personale e reale, emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica. L'operazione è stata denominata 'Attestati sterili'. I reati ipotizzati sono quelli di truffa aggravata, contraffazione di atti aventi valenza pubblica, falsità materiale e autoriciclaggio. In tutto sono 17 gli indagati.

Le indagini di polizia giudiziaria, in co-delega con i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni sanità di Lecce, coordinate dalla Procura, derivano da alcune denunce presentate dagli studenti nei confronti di una fondazione organizzatrice di corsi per operatori socio sanitari (Oss) e specializzato (Osss) con sede, dapprima a Lecce, e, successivamente, a Roma. Nello specifico, la contestazione riguarda il rilascio di attestati ritenuti materialmente falsi, con loghi, immagini e timbri contraffatti dell’Unione Europea, delle Regioni Puglia, Abruzzo e Campania, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero dello Sviluppo Economico, a favore di ignari studenti dislocati su tutto il territorio nazionale, convinti di poterli utilizzare per attività lavorative in strutture sanitarie pubbliche e private.

Tantissimi giovani si sono, quindi, affidati ai percorsi formativi in questione, pagando fino a 3.000 euro a corso, con la speranza di un impiego lavorativo che, alla fine, potrebbe essere precluso in quanto il titolo posto alla base dell’assunzione sarebbe, appunto, carente e viziato degli elementi fondamentali stabiliti per legge. La fondazione sarebbe risultata, infatti, non iscritta nel Registro Prefettizio delle Persone Giuridiche e, pertanto, non in possesso dei requisiti legali per essere accreditata presso le Regioni, tra cui la Puglia.

I proventi delle attività delittuose sarebbero stati poi riciclati attraverso la creazione di numerose società che, a loro volta, avrebbero realizzato operazioni di compravendita di azioni societarie/ immobili e cessione per contanti per circa 1.400.000 euro. Accogliendo le richieste del pubblico ministero titolare delle indagini, il gip del Tribunale di Lecce ha emesso, oltre all’ordinanza di custodia cautelare, il sequestro preventivo nei confronti della fondazione e del cosiddetto 'dominus', cioè il capo, per somme complessivamente superiori ad 1 milione di euro.

Fondamentale la collaborazione del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza di Roma, che sta curando l’oscuramento e l’inibizione dei siti internet e dei social media della fondazione. Sono in corso di esecuzione, su tutto il territorio nazionale, perquisizioni domiciliari e sequestri nei confronti delle 250 società collegate alla fondazione, grazie alla preziosa collaborazione dei Reparti del Corpo e del Nas dell’Arma dei Carabinieri di Lecce, Napoli e Salerno.