A casa per il coronavirus, un’esperienza che può minare la salute dei piccoli

  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Notizie dalla letteratura
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Messaggi chiave

  • I cambiamenti nella routine quotidiana dovuti a misure restrittive messe in atto in caso di epidemia possono avere importanti ripercussioni sul benessere fisico e psichico di bambini e adolescenti.
  • Le autorità, la comunità, la scuola e la famiglia devono esserne consapevoli e affrontare il problema in modo tempestivo con interventi adeguati.

 

Il problema

  • Nelle aree di diffusione del virus SARS-CoV-19, le scuole, i centri sportivi e quelli di aggregazione (oratori ecc.) vengono chiusi per limitare le interazioni sociali e i possibili contagi.
  • È provato che quando i bambini sono a casa da scuola (week-end, vacanze estive) fanno meno attività fisica, passano più tempo davanti allo schermo (TV, videogiochi…), hanno ritmi sonno-veglia irregolari e un’alimentazione disordinata.
  • Queste condizioni favoriscono l’aumento di peso e una perdita di fitness cardiorespiratorio, in particolare quando i bambini non possono uscire all’aria aperta e stare con i coetanei.
  • Fattori di stress come la paura dell’infezione, la frustrazione, la noia, l’impossibilità di vedere di persona compagni di classe, insegnanti e amici, la mancanza di spazi personali in casa e i problemi finanziari della famiglia possono avere effetti anche duraturi sulla psiche di bambini e adolescenti.
  • Secondo uno studio dell’Università del Kentucky, in caso di pandemia i livelli di stress post traumatico sono quattro volte più alti nei bambini sottoposti a quarantena che in quelli non sottoposti a questo provvedimento.
  • I cambiamenti negli stili di vita e lo stress causato dal confinamento possono inoltre aggravare problemi fisici e psichici già presenti.

 

Le contromisure

  • Il governo dovrebbe fornire linee guida e principi per un e-learning efficace e adeguato al raggiungimento degli obiettivi didattici previsti dai programmi; allo stesso tempo gli studenti non dovrebbero essere sovraccaricati di richieste scolastiche.
  • Il governo, con l’eventuale coinvolgimento di organizzazioni non governative, dovrebbe creare una piattaforma per raccogliere materiale educativo che promuova stili di vita salutari e programmi di supporto psicologico; il materiale dovrebbe essere adatto per l’età dei destinatari e accattivante.
  • La comunità dovrebbe dare il suo contributo: i gruppi di genitori potrebbero adoperarsi perché le richieste della scuola si concilino con le esigenze degli studenti; gli psicologi potrebbero fornire servizi online per affrontare problematiche quali le tensioni coi genitori e l’ansia di infettarsi; gli assistenti sociali potrebbero fornire sostegno in caso di famiglie disagiate o monogenitoriali.
  • Le scuole non dovrebbero fornire solo materiale educativo, ma offrire agli studenti la possibilità di interagire con gli insegnanti e di ottenere sostegno psicologico; dovrebbero anche promuovere l’igiene personale, l’attività fisica, una dieta appropriata e buone abitudini del sonno, facendoli diventare parte del portfolio delle competenze.
  • In caso di confinamento domiciliare, i genitori dovrebbero identificare eventuali problemi fisici e psicologici comunicando in modo aperto con i figli e offrendo loro conforto, soprattutto se l’isolamento si protrae nel tempo.
  • Dato che i bambini sono costantemente esposti a notizie relative all’epidemia, i genitori dovrebbero affrontare direttamente l’argomento con i figli per alleviare l’ansia ed evitare il panico.
  • Il confinamento domiciliare può rappresentare un’opportunità per migliorare l’interazione tra genitori e figli, coinvolgere i bambini in attività familiari e aumentare la loro autosufficienza.