89% infermieri ha subito violenza fisica e molestie sessuali


  • Adnkronos Salute
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Roma, 3 lug. (AdnKronos Salute) - Sono spesso in prima linea in pronto soccorso e in ospedale e diventano il facile bersaglio delle aggressioni. "L'89,6% degli infermieri è stato vittima di violenza fisica/verbale/telefonica o di molestie sessuali da parte dell’utenza sui luoghi di lavoro". E' il dato elaborato il dipartimento di Biomedicina e Prevenzione dell’Università di Tor Vergata di Roma che "mette in evidenza la necessità assoluta di un intervento che blocchi il fenomeno sempre più diffuso delle aggressioni", sottolineano in un comunicato congiunto la Fnopi, la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche e la Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli Odontoiatri.

"Per quanto riguarda la violenza fisica i dati parlano chiaro (la somma non dà 100 perché possono essersi manifestate varie forme di aggressione nello stesso caso) - osserva la Fnopi - nel 43,1% dei casi si tratta di lancio di oggetti e sempre nel 43,1% di casi di sputi verso l’operatore sanitario, ma a seguire (39,1%) ci sono graffi, schiaffi e pugni (37,2%), tentata aggressione (36,6%) spintoni (35,4%), calci (26,2%) e così via. Per non parlare di quante volte gli infermieri sono oggetto di violenze verbali (urla, offese, insulti, minacce): nel 26,6% dei casi è capitato più di 15 volte, ma nel 35,7% tra 4 e 15 volte e nel 31,9% dei casi da una a tre volte".

Cosa provocano gli episodi di violenza? Lo studio evidenzia "che nel 41,8% dei casi scatta negli infermieri difficoltà/calo di concentrazione per l’intero turno, nel 16,9% paura e nella stessa percentuale rabbia, nel 18,9% dei casi chi è stato soggetto a violenza delega le proprie attività verso l’utente a un altro collega e nel 5,5% dei casi si arriva anche a soffrire di un comportamento di esclusione tale da compromettere l’esecuzione delle proprie attività".

Dati questi che assieme a quelli elaborati dalla Federazione degli Ordini dei medici e dai sindacati di categoria aumentano ancora la dimensione del fenomeno: il 50% dei medici ha subito, nell’ultimo anno, aggressioni verbali; il 4% è stato vittima di violenza fisica. Oltre il 38% si sente poco o per nulla al sicuro e più del 46% è abbastanza o molto preoccupato di subire aggressioni. Per questo la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, assieme alla Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, offrono gratis ai loro iscritti corsi Fad (formazione a distanza) specifici che si basano su interventi di comunicazione verbale e non, con l’obiettivo di diminuire tensione e aggressività nella relazione interpersonale. E che consentono di avere a chi conclude il corso numerosi crediti Ecm.

"La nostra professione - ha commentato la presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, Barbara Mangiacavalli, la più numerosa d’Italia e che vede coinvolti negli atti di violenza una percentuale altissima di infermieri - ha come scopo il rapporto coi pazienti. È per noi un elemento valoriale importante sia professionalmente che per il 'patto col cittadino' che da anni ci caratterizza. Per noi è essenziale avere una relazione privilegiata con loro, per comprendere come ci vedono e come possiamo soddisfare nel modo migliore i loro bisogni di salute".

"Ed è altrettanto essenziale che i cittadini, spesso sopraffatti dalla tensione e dalle paure che generano i problemi di salute, purtroppo il più delle volte anche gravi, comprendano che i nostri professionisti lavorano per loro e per il loro bene e non li aggrediscano, ma li mettano nelle condizioni di dare il meglio di sé per poterli davvero aiutare", conclude la Mangiacavalli.