10 secondi su una gamba sola per conoscere il rischio di morte

  • Alessia De Chiara
  • Notizie dalla letteratura
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Messaggi chiave

  • Gli adulti di mezza età e gli anziani che non riescono a restare in equilibrio su una gamba sola per 10 secondi hanno un rischio più alto di morte.
  • L’introduzione di questo test nell’esame fisico di routine potrebbe essere utile per la valutazione del rischio di mortalità.

L’incapacità delle persone di mezza età o anziane di completare un test che prevede di restare in equilibrio su una sola gamba per 10 secondi si collega a un rischio più alto di mortalità per tutte le cause e quindi a un’aspettativa di vita più breve. È la conclusione di uno studio apparso su British Journal of Sports Medicine, dal quale emerge come la capacità di portare a termine il test (il 10-s OLS, da 10 second one-legged stance) dia informazioni prognostiche rilevanti in aggiunta a quelle fornite da età, sesso e altre variabili antropometriche e cliniche. Per gli autori, il test da un feedback rapido e obiettivo sull’equilibrio statico e potrebbe essere introdotto nel corso delle visite mediche. “L’applicazione di routine di un test dell’equilibrio statico semplice e sicuro - il 10-s OLS - aggiunge informazioni utili sul rischio di mortalità negli uomini e nelle donne di mezza età e anziani” scrivono.

L’equilibrio, contrariamente alla capacità aerobica, alla forza muscolare e alla flessibilità, si conserva abbastanza bene fino alla sesta decade di vita, quando inizia a diminuire rapidamente. “Tuttavia, la valutazione dell’equilibrio non è integrata regolarmente nell’esame clinico delle persone di mezza età e anziane” si legge.

I ricercatori hanno analizzato i dati di 1.702 persone, per la maggior parte uomini, che avevano preso parte allo studio di coorte CLINIMEX Exercise e che alla prima visita (2008-2020) avevano tra i 51 e 75 anni (età media di circa 61 anni). Per misurare il loro equilibrio statico si è fatto ricorso a un test durante il quale i partecipanti dovevano restare per 10 secondi su una gamba sola (dando loro tre possibilità in tutto per superarlo). In particolare, bisognava tenere la parte dorsale del piede rialzato appoggiata al polpaccio dell'altra gamba, le mani dritte lungo il corpo e lo sguardo fisso davanti a sé.

Il 20,4% dei partecipanti (348) non ha passato il test. L’incapacità di completare il test aumenta con l’età e quasi raddoppia ogni cinque anni: non ha completato il test il 4,7%, l’8,1%, il 17,8% e il 36,8% delle persone rispettivamente di 51–55, 56–60, 61–65 e 66–70 anni. Oltre la metà (53,6%) di quelle tra i 71 e i 75 anni non è stata proprio in grado di effettuarlo. La probabilità dei più anziani di non completarlo era superiore di 11 volte di quella degli individui di 20 anni più giovani.

In un follow-up mediano di 7 anni, sono morti 123 partecipanti (7,2%), soprattutto per cancro (32%), cause cardiovascolari (30%), malattie del sistema respiratorio (9%) e complicazioni dovute al COVID-19 (7%). La percentuale di decessi è più alta tra coloro che non hanno completato il test (17,5%) che nelle persone che sono riuscite a effettuarlo (4,6%), con una differenza assoluta del 12,9%. Non è stata osservata alcuna differenza nelle cause della morte.

Ciò che invece cambia tra i due gruppi è lo stato di salute, peggiore in linea generale tra le persone incapaci di finire il test. Tra di esse c’era una maggiore percentuale di obesi, di individui con malattia coronarica, ipertensione o dislipidemia e, soprattutto, con il diabete (37,9% contro 12,6%).

“È interessante indagare se valutazioni dell’equilibrio statico più dettagliate o sofisticate, come una misurazione dello spostamento del centro di pressione, il numero di prove richieste, le diverse posizioni di braccia o del piedi e/o il fatto di avere gli occhi chiusi mentre si è in equilibrio su una gamba, possano contribuire ad analisi di sopravvivenza ancora più potenti” affermano gli autori.